Milano: tornano i socialisti

partito socialista italianoMilano dal 1946 al 1992 è stata amministrata da socialisti, con il 1992 venne fatta ironia fin troppo facile sui socialisti, eppure la Milano dal 1946 al 1992 è rimpianta, figure come Antonio Greppi, Virginio Ferrari, Gino Cassinis, Pietro Bucalossi, Aldo Aniasi, Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri e Giampiero Borghini, che ai giovani dicono ben poco, sono rimpiante dai vecchi milanesi. Con l’avvento della seconda Repubblica chi ha voluto ingiustamente criminalizzare i socialisti ha sempre perso, soprattutto a Milano. E comunque sia – lo scriveva Indro Montanelli – a Milano ha sempre vinto se non il meglio, il meno peggio. Eccezion fatta per il leghista Marco Formentini che non ha fatto alcunchè (Formentini passerà alla storia solo per essere stato il sindaco quando consigliere comunale era un giovanissimo Matteo Salvini, mi scrivano i leghisti cosa mai ha fatto Formentini per la città ora che avanti!non ci sono più cappi da esporre e che rivalutano i socialisti…) tutti i sindaci che si sono succeduti a Milano durate la seconda Repubblica hanno avuto qualcosa di riformista, hanno avuto l’ausilio dei vecchi elettori socialisti, hanno fatto funzionare una macchina burocratica che era stata costruita dai socialisti. Diversamente in Italia vi è stata la caccia al socialista, è iniziata una diaspora dei vecchi elettori socialisti, chi si è rifiugiato in Forza Italia, chi nel Pci/Pds/Ds/Pd, chi ha votato una formazione minore che si richiamava (nominalmente al vecchio partito socialista), chi, a parer mio i più coerenti, non ha mai aderito ad alcun partito e si rifugiato nel lavoro non facendo però mancare di far sentire la sua voce critica nei confronti della seconda Repubblica.
Mi raccontava Paolo Pillitteri, ex sindaco socialista di Milano, che Emilio Caldara (altro grande sindaco socialista del primo ‘900) in pieno fascismo in occasione dei funerali virtuali di Filippo Turati fu avvicinato da Lelio Basso che gli disse: “un giorno il fascismo cadrà e tu sarai il sindaco di questa città”, la profezia si avverò quattordici anni dopo. Se un giorno la seconda Repubblica cadrà probabilmente sarà un socialista o una persona con una storia socialista sindaco di Milano. Ma la seconda Repubblica non è ancora morta, anzi è viva nella sua degenerazione: la terza Repubblica. A Milano però il 24 febbraio (giorno della nascita di Bettino Craxi) sarà inagurata una sezione dedicata all’ex segretario socialista in via Lulli 32, storica sezione Loreto-Padova.
Bettino Craxi Massimo Emanuelli“Un altro piccolo passo — chissà — verso la pacificazione tra la città, l’uomo e la sua cultura politica, travolta dalla fine della Prima Repubblica e dai suoi scandali. Il ritorno o comunque la riscoperta del craxismo in ciò che rimane del Psi è resa plasticamente dalla nuova veste grafica del simbolo, che ha rimesso al centro il garofano. Il fiore che proprio Craxi, su idea di Filippo Panseca, volle nel restyling dell’iconografia socialista: via la falce e martello Ci fa sembrare i fratelli poveri dei comunisti, bisogna trovare il modo di cambiarlo», si arrovellava Craxi) e dentro questo fiore povero, proletario. Dopodiché i tempi sono ovviamente cambiati; in città resistono quattro sezioni socialiste, quando invece negli anni ‘ 70 e ‘ 80 a Milano e provincia se ne contavano un centinaio. Oltre a 30 mila iscritti nella sola città (nel 1989 erano 626 mila a livello nazionale). «C’era un altro modo di socializzare e partecipare alla vita pubblica — ricorda Bobo Craxi — la domenica sapevi che la sezione era aperta, che si distribuiva il giornale, il lunedì si teneva il direttivo di circolo. Erano i famosi corpi intermedi, dove si creava naturalmente una classe dirigente e dove si davano risposte ai cittadini » .
La federazione milanese socialista aveva sede in via Lampugnano, poi si spostò in corso Magenta 57. E oltre alle sezioni, il partito aveva dei circoli fiancheggiatori: dal De Amicis al Montegrappa, dal club Turati alla sede di Critica Sociale in via Confalonieri 36. La notizia della dedica a Craxi della sezione socialista cade poi con l’uscita nelle sale del film di Gianni Amelio, Hammamet. Ieri al cinema Anteo, a pochi passi da Largo La Foppa dove la famiglia del leader socialista viveva, è stata proiettata un’anteprima della pellicola. C’era anche Paolo Pillitteri in sala, lui che oltre a essere stato sindaco di Milano era anche cognato di Craxi. Spilla col fiore rosso sulla giacca, ha commentato così: «L’interpretazione di Pierfrancesco Favino è da Oscar, da togliere il fiato, ma mi pare sia mancato un elemento centrale: la politica. Non si sente l’eco di ciò che stava avvenendo in Italia, la dialettica di quegli anni. Craxi è stato l’ultimo grande leader di questo Paese, oggi lo riconoscono in tanti, probabilmente con un po’ di ritardo » . Da anni poi si parla di intitolargli una via, si accende il dibattito per qualche giorno e poi tutto muore lì; per ultimo era stato lo stesso sindaco Giuseppe Sala a riaprire il discorso, ovvero la necessità di riflettere su quella storia, gloriosa e insieme drammatica per i socialisti e per la sinistra. Una ferita che pian piano comincia a rimarginarsi.
L’apertura di una sezione socialista a Milano è solo un primo piccolissimo passo, molti vecchi socialisti che ho incontrato a dicembre in occasione di un brindisi prenatalizio mi dicevano che il loro sogno, prima di morire, era quello di rifare una lista socialista, per presentarla alle elezioni comunali, lista allargata al civismo, a chi non c’era ma che ha sentito parlare o ha studiato la stupenda amministrazione socialista. Le liste civiche oggi vanno di moda… ma cosa può fare una lista civica (solitaria, con la destra o con la sinistra) senza un partito socialista? Nulla. A parer mio molto va ancora fatto, l’apertura di una sezione socialista è solo l’inizio, se matureranno i tempi per una lista e un sindaco non potrà che essere socialista o avere una storia socialista vera e non inventata come fanno tanti oggi a Milano…

I SINDACI DI MILANO

“Al socialismo e ai socialisti ho dedicato la mia causa, la mia esistenza, qualunque cosa mi accadrà e accadrà al nostro Paese, il socialismo e i socialisti saranno sempre nel mio cuore” Lelio Basso

Un giorno la seconda (o la terza) Repubblica cadrà e una persona di tradizione socialista sarà il sindaco della nostra Milano.

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