Giuliana Gardini

giuliana gardiniGiuliana Gardini, torinese, giovanissima inizia a collaborare con il JOURNALE DE GENEVE, testata per la quale si occupa di giornalismo aereonautico. Dal 1975 è iscritta all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1973 a Torino nasce per iniziativa di Bolaffi e Mondadori il mensile WEEK-END, Giuliana si getta a capofitto in tale avventura, si trasferisce a Milano e viaggia per il mondo, fa viaggi avventurosi in terre lontane e altri meno pericolosi ma certo più astratti nelle terre vicine dei mass media, dove ci sono i pirati e i predoni, le isole inesplorate e i marosi, insomma tutto come in un romanzo di Conrad, ma l’oceano è un dedalo di onde magnetico e le terre sono tanti video, un immenso arcipelago di televisori gracchianti in ogni casa, tormentati dai telecomandi, in perenne inseguimento dell’isola non trovata.

Come arrivò alla televisione?

“Era il 1976, io ero redattore della rivista Weekend, sezione oltremare, overseas….. Emanuelle Fiorilli (attuale corrispondente Rai da Madrid) teneva una rubrica su Radio Torino International, che si intitolava “Viaggiviaggiviaggi” ed aveva come sigla Brasilian Carnival…. Mi chiese di fare l’ospite fissa. Dopo qualche tempo, al ritorno da un mio viaggio in Jamaica, i proprietari mi chiesero se conoscevo la situazione delle tv pirate (erano ancora chiamate così) in quel luogo e raccontai loro la mia visita e quanto avevo visto alla Black Panter di Negril. In pochi giorni piazzammo “telecamera e cucina” e una sorta di palinsesto e di programmazione che sarebbe buono ancora oggi. Un’esperienza molto importante :ero molto giovane ma già determinata e con idee precise abituata però a vivere una redazione con colleghi rispettosi. Imparai a confrontarmi con educazioni diverse e a tenere testa a diversità di vedute e ad imporre una tv fatta da giornalisti e non da dilettanti. I colleghi della carta stampata furono il mio più grande supporto. Insieme a loro inventammo programmi straordinari: io mettevo l’idea o quanto avevo visto nelle televisioni più strane della terra e loro le rapportavano alla realtà torinese e un paio di bravi registi (bravi anche oggi) le realizzavano in concreto.

Dall’inizio del 1976 all’ottobre 1978 Giuliana è direttore generale di Tele Torino International, cosa ricorda di quell’esperienza Giuliana?

Il palinsesto era fatto di mese in mese, da me a matita, su grandi fogli che avevo fotocopiato in una tv privata a Rio, allora era piccola, ma era Rete Globo dei fratelli Marino. Mi insegnarono un po’ di cose…la mattina si partiva alle 7 con un programma condotto da Roberto Giovalli e sponsorizzato dalla Centrale del Latte di Torino, per cui lui e Graziella Porro (altra grande) mangiavano in diretta un vasetto di yogurt…con notizie , musica ,telefonate in diretta.. Il telegiornale lo faceva Francesco Fornari, inviato de La Stampa poi arrivò Tiziano Vuillermoz… Alla sera in prima serata avevamo sempre una trasmissione in diretta o un film bello, non esisteva allora una regolamentazione precisa e ogni tanto arrivavano sulla mia scrivania dei film che erano proiettati nelle sale cinematografiche…ma non bastava, la gente per vedere le tv private doveva mettere un’antenna e non c’erano ancora motivazioni forti per farlo. La gente, come per i settimanali, voleva il gossip e “le cosce”…… Giorgio Bettuzzi ed io andammo al night club Le Perroquet (ci offrirono un risotto allo champagne) e noi proponemmo di riprendere alcune loro spogliarelliste in cambio della proiezione del loro biglietto da visita alla fine….ci mandarono per qualche tempo le loro stars. Finchè un giorno mi passarono una telefonata: un signore raccontava che quegli strip non erano un granchè, che era meglio sua moglie…anzi ricordo perfettamente che disse “mia moglie dice che è più bella lei” e io di rimando “me la mandi”. Ne parlai con Riccardo Humbert, regista, che fece il resto…e così ci trovammo a decidere il titolo, optai per “Spogliamoci insieme” il “let’s streap togheter” che mi diceva qualcosa, fummo un po’ incoscienti. Infatti esattamente dopo sei settimane interruppi il programma per una denuncia penale che mi appioppò un cittadino moralista…..Già dopo la prima puntata avevamo avuto il sentore di aver fatto qualcosa di diverso. Due colleghe de La Stampa si indignarono con un pezzo memorabile: io donna spogliavo le donne?? Vergogna. Emio Donaggio, capo degli spettacoli di Stampa Sera, venne a vedere la diretta della seconda puntata. Partii per Londra, il mio lavoro di inviata continuava, e ricordo che una mattina presto (era la prima settimana di novembre del ’76)sentii bussare forte alla porta della camera, erano Carlo Feola, Max Monti e Angelo Tondini che, ridendo , mi raccontavano che alla BBC avevano parlato della mia televisione e di un programma osè….incredula come ovvio che fosse, chiamai la regia che mi disse”qui c’è il finimondo di giornalisti che vogliono sapere tutto”. …….il resto si sà, fin troppo. ….. Quello che non si sa è l’abnorme strascico legale e giudiziario che ho avuto e le aule dei tribunali che ho dovuto affrontare…ma non sapevo che ne avrei avute altre, che dirigere una testata televisiva comportava molto coraggio e determinazione e molta energia…
SPOGLIAMOCI INSIEME è tornato di attualità per via di VIDEOCRACY film documentario sul quale però molti giornalisti hanno sbagliato attribuendo la produzione di questa trasmissione a Silvio Berlusconi che in quel periodo non era ancora ufficialmente entrato nel settore televisivo. “Hanno erroneamente confuso……..omissis….. Certo, c’è molta superficialità in giro…tutta un’erba un fascio (si dice cosi???)…. allora. Secondo me ha fatto tornare a riparlare di “let’s streap togheter”( vero titolo coniato da me e poi tradotto, ovviamente , dai ragazzi per la sigla in Spogliamoci insieme) il film Videocracy. Poi La storia siamo noi di Minoli aveva fatto un excursus su come era nata la tv privata in Italia ed ovviamente la prima, libera e privata, era Teletorino con il tg e con il suo programma di streap…. poi sai…i meccanismi mediatici o di bla bla…sono quelli, comincia uno e via… Era pudica …ma come ti ho raccontato sono stata denunciata per pornografia abituale, ossia il nudo anche solo di un minuto, era considerato pornografia……poi i costumi cambiano per fortuna. All’epoca le Brigate rosse e il terrorismo infuriavano sui nostri telegiornali e quindi alleggerire la tensione a fine serata era d’obbligo, ti ho raccontato come eravamo arrivati a pensare di mettere una cosa del genere in palinsesto.”

Nell’autunno 1978 Giuliana passa a dirigere G.R.P.: cambiai emittente ed arrivai a G.R.P. poichè l’allora editore e il regista Mario Forges Davanzanti volevano rinforzare i servizi giornalistici e avevano visto in me la persona adatta. Ne divenni il Direttore Responsabile e il Direttore Generale e condussi anche la rassegna stampa notturna (per la prima volta in Italia una tv fece una cosa del genere, leggere i giornali a mezzanotte in diretta e commentarli). Tele Torino qualche mese dopo venne ceduta da La Stampa a Silvio Berlusconi e si trasformò in Canale5.

Cosa ricordi del primo periodo a G.R.P.?

Del primo periodo a G.R.P. ricordo una trasmissione che mi inventai, dal titolo provocatorio “Succhia la gomma”, casting: Piero Chiambretti, Felice Andreasi, Enrica Dorna, Alessandra Fontana, Alba Parietti, Bruno Lauzi ed altri che non ricordo. Un cabaret meraviglioso (Zelig sparirebbe), divertente , provocatorio, il set era il divano a forma di labbra rosse di Salvador Dalì. Ricordo anche “Spudoratamente” trasmissione di 15 minuti di vignette e battute in cui si raccontava quanto succedeva nel mondo politico. Una puntata era interamente dedicata ad una crociera che si svolgeva sulla nave Bettino Craxi. con servitori al ristorante, biscazzieri , portieri, amanti ecc…. Antesignana. Due politici segreti mi mandavano le notizie, le mettevo giù, un disegnatore le realizzava e Gabriele Isaia andava in onda con i disegni e commentava.. Esilarante. godibilissima.”
Così Giuliana si presentava al giornalista Mario Baudino, giornalista di Stampa Sera che la intervistava il 7 gennaio 1984:
“La mia generazione è scontenta, insicura e sconfitta? Direi proprio di no. Io non mi sento così. Forse gli uomini, ma le donne… Le donne che conosco non sono certamente nè frustrate nè sconfitte, anzi… Abbiamo degli artigliotti.”

A G.R.P. Giuliana realizza cinque telegiornali al giorno e coordina una trentina di dipendenti: “la tv ormai la considero come una figlia cresciuta. E attenzione, io non ho rinunciato ai viaggi. Me riservo cinque all’anno. Diciamo che ho appaiato le due cose restringendo un pò la parte di giramondo e poi ho sempre tanta nostalgia della carta stampata. C’è il fatto che la televisione è un mezzo affascinante. E’ stata lei a trasformare la mia attività da giornalista a manager”.

Quando dirige G.R.P. Giuliana è anche vicepresidente dell’Associazione italiana donne dirigenti. Chissà quanti aneddoti televisivi avrà da raccontarci, Giuliana:

“Aneddoti curiosi? un libro, due libri….tre libri…ce ne sarebbero così tanti e su così tanti personaggi , aneddoti anche molto belli . I belli, ovviamente, riguardano gli amici del cuore che lavorano con me in tv e che non ci sono più: Arpino, Giorgio Cavallo (vignettista), Luigi Carluccio (direttore della Biennale), Felice Andreasi…..e poi da morir dal ridere a pensare ai tanti vestiti che all’epoca mi scambiavo con Alba Parietti…..ma nel senso che Alba veniva a casa mia a vestirsi con la gonna e camicetta per tornare a casa da sua padre che la controllava tantissimo…… La mandammo un giorno a Cervinia a intervistare Manfredi, che abitava nella mia stessa casa e lei andò da mia madre a cercare giacca a vento e peloni: era arrivata a Cervinia in pieno inverno con una sorta di sottoveste…mitica! Di anedotti ce ne sono a migliaia ..di tutti. Di Antonio Cabrini che faceva impazzire le segretarie e riusciva a bloccare tutto il meccanismo della tv….”

Nel 1986 finisce l’avventura televisiva di Giuliana: “lasciai G.R.P. perchè nel 1986 l’emittente venne venduta ad Antenna 3 Lombardia. La nuova proprietà non intendeva proseguire con l’informazione locale torinese, ribaltavano il segnale e proponevano i programmi lombardi, non c’era più spazio per i torinesi”.

Nel 1986 Giuliana lascia anche WEEK-END e passa a LA GAZZETTA DEL POPOLO dove rimarrà fino alla sua chiusura nel 1991, collabora anche con IL GIORNALE di Indro Montanelli. Dal 1984 al 1996 è direttore responsabile di TRASPORTI TORINESI OGGI, dal 1996 è responsabile di DA DONNA A DONNA, è stato capo ufficio stampa dei Trasporti Torinesi dal 1984 al 1995, capo ufficio stampa della Asl Cto di Torino dal 1997 al 1999, ha collaborato e collabora con La Stampa, Stampa Sera, Resto del Carlino, La Nazione, Oggi, Espresso, Panorama, World Magazine, Dove Vai, Cosmopolitan, Gente Viaggi, Piemonte Vip, I Meridiani, Bolaffiarte, Tuttoturismo, Turismo Attualità, Vogue Italia.

Giuliana è stata anche responsabile Generale della Comunicazione-Stampa, del VI Congresso Mondiale di Egittologia, presso il Politecnico di Torino, sino al settembre 1991; delle politiche di comunicazione della Congress Gallery spa. ,sino al 1992; e delle attività promozionali del Castello di Rivoli-Museo di Arte Contemporanea, dal 1998 sino al 2002. Docente di corsi per comunicatori dal 1990, presso l’Unione Industriale di Torino; per i Responsabile delle Relazioni Esterne Istituzionali e marketing; dal 1998 al 2000.corsi di formazione del BIC; dell’API, dell’APID, dell’ISDO e Istituti Privati. Docente per i corsi di Guida Turistica-Addetto areoportuale. presso Istituti privati del settore, e docente di “Comunicazione per l’Impresa” per i corsi dello IAL e CEE. Vice preside dellAidda dal 1984 al 1988, membro del Consiglio Direttivo del Club Comunicazione di Impresa e Dirigenti Marketing sino al 2002, membro del Consiglio Direttivo del GUS-Giornalisti Uffici Stampa, sino al 1998, socia e nel direttivo del Rotary club Torino San Carlo dal 2000 a tutt’oggi, Presidente Regionale di Donneuropee- Federcasalinghe dal 1993 a tutt’oggi. Dal gennaio 2003 è Responsabile Relazioni Esterne alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e collabora a varie testate giornalistiche.

Oggi Giuliana Gardini guarda ancora la televisione? Se si cosa?

“Oggi in tv guardo , of course, tutte le trasmissioni giornalistiche e le news: Matrix, Ballarò, Annozero, Porta a porta e qualche volta Verissimo. Alfonso Signorini è magico, magari i settimanali seriosi non dicono sempre la verità, ma Chi e Verissimo , sì.”

Cosa avevano le tv degli anni ’70 che manca all’attuale televisione?

“Cosa avevano in più? Verrebbe da dire la libertà ma non è vero. Dovetti chiudere ad esempio, in fretta e in furia, Spudoratamente perchè l’editore me lo impose. Non avrebbe più ricevuto certi contributi e sostegni se avessimo continuato ad irridere una certa società. Avevamo in più la freschezza , le idee e la velocità per realizzarle. Ne pensavi una la mattina e la sera era già in onda, con i servizi esterni già fatti, montati e commentati…con le scenografie e sigla già pronti…..eravamo delle schegge….il palinsesto lo cambiavi in un attimo e “ogni ora ..un’alba”

Cosa hanno invece in meno le tv degli anni ’70 rispetto a quelle di oggi?

“In meno? i sodi e la possibilità di fare scenografie faraoniche o di pagare viaggi ad ospiti ..per cui si doveva avere una mappatura di chi c’era nella zona di importante e di fiondarsi a prenderlo… poi, la ridotta opportunità di ricezione, non dappertutto arrivava il segnale…..il segnale era il vero grande problema e i tecnici che sapevamo “tirare” il segnale erano venerati….”

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