Quando Sanremo si cantava a Viareggio

Nell’estate 1947 a Viareggio, un’idea di Aldo Valleroni nacque un festival della canzone italiana: “Pensammo di mettere in piedi una manifestazione insolita, organizzando un festival di canzoni. Dovevano essere motivi nuovi da lanciare nel corso della stagione balneare, L’idea, che Fusco recepì immediatamente, era mia. Stilammo un bando di concorso, prendemmo accordi con diverse edizioni musicali, trovammo in Tino Vailaiti il primo cantante di nome entusiasta di partecipare, e passammo alla fase di realizzazione cercando l’appoggio degli enti turistici locali. Avemmo come sola risposta, un sorrisetto quasi sdegnoso: per l’Azienda Autonoma Riviera della Versilia di quel tempo, retta da un organismo estremamente bigotto e conservatore, importava di più la organizzazione di una mostra canina”.
Il festival non ebbe luogo ma un divertente programma venne lo stesso messo insieme a Viareggio dalla magica coppia. La manifestazione fu proposta al presidente del Comitato Festeggiamenti del Carnevale Alberto Sargentini che si interessò all’iniziativa con entusiasmo, ma contrattempi di carattere economico fecero rinviare la decisione. L’idea, venne ventilata all’orecchio di Sergio Bernardini, allora gestore della Capannina del Marco Polo di Viareggio, che decise immediatamente di realizzare l’ambizioso programma coinvolgendo gli addetti ai lavori.
1948 1.a edizione
Velleroni: “Intanto già alla fine del Carnevale 1948, insieme a chi scrive, a Sergio Bernardini e soprattutto grazie al professor Aldo Angelici, direttore di Radio Firenze (si chiamava così l’allora sede della Rai fiorentina), un editore musicale che per Viareggio cercava di fare grandissime cose, Silvio Da Rovere, organizzò il “I Festival della canzone Italiana”, riprendendo la manifestazione che nell’estate 1947, Giancarlo Fusco ed io, facemmo al “Kursal Garden”. Si trattava di un festival così importante che la Rai mandò l’orchestra di Francesco Ferrari, i suoi cantanti e Silvio Gigli. Come fu possibile trasmettere in diretta, via radio, le canzoni concorrenti, fu un avventura. Ma il Comitato Carnevale era presente a perorare la nostra richiesta presso il comando di Camp Derby per avere dei potenti trasformatori e Sargentini sponsorizzò il festival con 50.000 del Carnevale”.
A metà maggio 1948 venne spedito il bando di concorso alle varie edizioni musicali, il regolamento fu studiato con l’editore romano Silvio Da Rovere, furono presi contatti con la Rai che chiese qualche giorno di tempo per studiare meglio bando, regolamento e l’appena abbozzato programma artistico ma che poi entusiasta per mezzo del direttore della sede di Firenze, una delle più organizzate e fattive di tutta la rete nazionale, comunicò di voler trasmettere la serata conclusiva del festival. Il maestro Francesco Ferrari venne scelto come direttore d’orchestra. Portò con se: Brenda Gjoi, Narciso Parigi e Silvano Lalli, ossia i cantanti fissi della sua popolare formazione. Amerigo Lopez, conosciuto e simpatico radiocronista, completò il cast come presentatore. Una giuria severa e competente preseduta dallo stesso direttore della Rai ammise alla finale soltanto dieci canzoni. La trasmissione radiofonica risultò più difficile del previsto a causa dei continui sbalzi della tensione elettrica perché la città non aveva ancora tutte le linee ripristinate e la corrente giungeva, purtroppo, in modo alternato. I vari impianti montati sulle macchine della rai parcheggiate dietro il palco dell’orchestra risultarono insufficienti perché occorreva una maggiore potenza di emissione. Come fare? Il problema fu risolto da potenti acumulatori messi a disposizione dal Comando Americano di Camp Derby a Tirrenia. La sera del 25 agosto 1948 il “Primo Festival della canzone Italiana” ebbe il suo battesimo ufficiale alla Capannina del Marco Polo di Viareggio. Il pubblico numeroso ed entusiasta, applaudì lungamente. Vinse “Serenata al primo amore” di Pino Moschini. La prima edizione fu un successo.
1949 2.a edizione
Valleroni: “Nel 1949, seconda edizione – sempre nel corso della stagione estiva – con successo rinnovato. Manifestazione, il “Festival della Canzone”, che arricchiva notevolmente il programma carnevalesco. Ma si oppose l’Azienda Autonoma per il contributo di 50.000lire; Bernardini fece da solo. Da Rovere sostenne le spese e l’anno seguente il “festival” emigrò a Sanremo”.
L’anno 1949 vide la seconda edizione. Più numerose le canzoni nuove e inedite presentate, più accurata la selezione, migliore la qualità artistica, meno difficoltosa quella organizzativa, più aperto e completo l’apporto della Rai. Grande quindi l’interesse. Sulla manifestazione però pesò il contributo negato dagli enti locali. Bernardini e Da Rovere fecero da soli. Il 25 agosto 1949 la serata conclusiva alla Capannina del Marco Polo di Viareggio. Nuovo successo. Vinse Narciso Parigi con “Il topo di campagna” un samba esplosivo e divertente scritto dallo stesso Aldo Valleroni, motivo inciso poi per la Cetra da Francesco Ferrari e dal Quartetto Star.
1950
Aldo Valleroni: “La fortuna del Sanremo musicale è nata dunque a Viareggio. Come quella del “festival del film a passo ridotto”, creato e organizzato da Mario e Stefano Maffei sulla terrazza del Casinò Piemonte e finito altrove per le ragioni che avevano amareggiato l’opera fattiva di Sargentini e compagni. Le stesse, identiche, incredibili ragioni per cui il “festival dell’umorismo” venne dirottato dalla nostra spiaggia a Bordighera e il “Burlamacco d’oro”, trasformato in “Gondola d’ro” senza alcun rispetto nemmeno per la formula organizzativa, prese strada per Venezia. Anche questa è una storia vera. Una storia alla quale, anno dopo anno, sono state e vengono aggiunte pagine che ci fanno immalinconire”.
Nel 1950 il festival venne annullato per questioni economiche. Le risposte di tutti furono negative e gli organizzatori da soli non ce la facevano, ci rimettevano troppo. Oltre ai soldi perduti ebbero anche l’amarezza delle parole “cattive” pronunciate dal direttore dell’Azienda Autonoma, marchese Bottini: “Che importanza ha questo festival? Chi sono questi pazzi che cantano? Non bastano le canzoni del Carnevale? Sargentini dovrebbe pensare a cose più serie e ai corsi del Carnevale. Tutta questa mondanità estiva non si addice a una spiaggia come Viareggio. La capannina invece di un festival musicale, se vuole, potrà ospitare una bella mostra canina o l’annuale festa degli svizzeri”. Pier Busseti, factotum del Casinò non si lasciò sfuggire la bella occasione e avanzò la proposta di trasferire il festival a Sanremo. Nessuna voce ufficiale rispose in modo negativo. Nessuno, anzi, fece valere la sua priorità di quanto era già stato fatto e con ineguagliabile successo.

Ruggero Righini

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