Sergio Bernardini

SERGIO BERNARDINI:

RE DELLE NOTTI VERSILIESI CHE NON HA MAI PERSO LA BUSSOLA

di Ruggero Righini

SERGIO BERNARDINISergio Bernardini nasce a Parigi il 7 maggio 1925 col nome di Antonio da. E’ Vittorio Gassman in sala spettatore che involontariamente si esibisce pregato da Bernardini che deve tappare un buco. Ancora Valleroni, memoria presente ricorda l’inizio del mattatore: “Simpatici stronzi buona sera. Sia ben inteso, il più stronzo di tutti sono io, che accetto di fare certe cose e pure devo pagare il conto…”. Questa volta furono applausi a scena aperta. Sul palco ma anche tra il pubblico ci passa il mondo. Tanti, troppi per essere ricordati tutti.

Non c’ e’ stella della canzone che Bernardini non porti in Versilia, da Ginger Rogers che riceve la visita di Walter Chiari che gli fa l’imiazione sul palco, a Josephine Backer con il memorabile gonnellino di banane che mangia tre piatti di pastasciutta e poi vuol dimagrire, a Mirelle Mathieu, da Ray Charles a Miles Davis, a Lisa Minelli.

E ancora. Ella Fitzgerald che vuole un camerino pieno di fiori e un bicchiere di latte prima di salire sul palco, Stan Getz, Mike Bongiorno inventore della tv italiana accompagnato da Edy Campagnoli, Gorny Cramer maestro del Musichiere innamorato dello swing, Maurice Chevalier a 6.000 dollari a esibizione, Jerry Lewis, Sammy Davis junior, Marlene Dietrich angelo azzurro che vuole tutte le pareti del camerino dipinte di blu per far svanire le dediche e gli sfottò che tutti i grandi passati avevano lasciato e un secchiello con del ghiaccio per farci la pipì.

E poi: Caterina Caselli, Michele, Fausto Leali, Fred Bongusto, Giorgio Gaber che urla cose irripetibili davanti allo specchio e poi sposa Ombretta Colli e si trasferisce sui colli di Camaiore, e in seguito Renato Zero.

In sala può accadere sempre di tutto come veder spuntare Marcello Mastroianni, Erminio Macario, Carlo Dapporto, Gino Bramieri, Alberto Sordi, Alighiero Noschese o Federico Fellini e Giulietta Masina mentre le bimbette scrivevano sui bigliettini i loro numeri telefonici da dare di nascosto al maestro oppure vedere sparire all’improvviso il noto cantante impegnato poi sulla spiaggia a fare all’amore con la bella di turno.

Per una serie di ragioni sia il pubblico in genere appartenente alla ricca borghesia riemergente che le star italiane e straniere si sentono a casa loro. In platea: Angelo Moratti, Felice Riva e talvolta anche Gianni Agnelli che preferisce il separe’ chiamato Bussolotto creato per chi vuole star lontano dalla bolgia. E ancora: Carlo Alberto Chiesa, Isa Barzizza, Sergio PuglieseSandro Ciotti indimenticabile per le sue partite a carte, Omar Sivori, Howard Huges, Jane Russell.

Al Bussolotto, piano nobile della struttura, si esibiscono musicisti come Joao Gilberto inventore della bossa nova, Chico Buarque de Hollanda nel cui gruppo il chitarrista è Toquinho ed in seguito Renzo Arbore e Paolo Villaggio.

Sergio è  per clienti e cantanti una via di mezzo fra l’amico oste, il confidente, lo psicanalista. La sua grande intuizione è quella di capire per primo che la gente non ha solo voglia di ballare ma anche di ascoltare. La sua abilità consiste poi nel fare andare d’ accordo un pubblico danaroso e a volte arrogante con artisti a loro volta bizzosi, intolleranti e imprevedibili.

Il momento migliore per chiacchierare con Sergio Bernardini sono le 3 di notte, quando lui si appresta a consumare un singolare pasto: una grande ciotola piena di caffè lungo lungo dove lui mette a gonfiare del pan secco. Un’ austerita’ che contrasta con le abitudini sfarzose di molti dei suoi clienti e con le eccentricità delle star italiane e straniere che calcano il palcoscenico della “Bussola” di Focette.

E ci viene anche Pasolini, ma solo per girare un film che non uscì mai sul tragico Capodanno del 1969 quando durante una dura contestazione “al locale dei ricchi e dei padroni” un’ arma della polizia colpisce il giovane Soriano Ceccanti condannandolo all’immobilità per una lesione alla spina dorsale.

E’ l’inizio del declino. Delle pistolettate. Delle urla. Degli spintoni. Delle pietre che mandano in frantumi le vetrate del locale. Della folla ribelle che scandisce slogan carichi di odio e di ideologia. Dei centinaia di ragazzi con la barba incolta, l’eskimo e il pugno alzato a sfidare il cielo e a cambiare la storia del mondo. Delle cariche della polizia. Dei giovani portati via a braccia. Sergio non vuole crederci. C’è Shirley Bassey. “Borghesi di merda, la pagherete”. Insulti e sassi. Esce perde la testa e con una testata degna del miglior rissaiolo spacca il naso a un contestatore.

Dal 1978 Bernardini concentra la sua attenzione su un tendone, Bussoladomani, per segnare il passaggio dagli spettacoli d’elite alla musica di massa. L’ iniziativa funziona nonostante gli ostacoli frapposti dai politici locali. Il primo cartellone vede alla ribalta Julio Jglesias, Ornella Vanoni, Jonny Dorelli, Charles Aznavour, ma soprattutto l’ ultimo grande ritorno di Mina.

“Io non ti conosco, io non so chi sei, so che hai cancellato con un gesto i sogni miei, sono nata ieri, nei pensieri tuoi, eppure adesso siamo insieme. Non ti chiedo sai, quanto resterai, dura un giorno la mia vita, io saprò che l’ho vissuta, anche solo un giorno, ma l’avrò fermata insieme a te”.

La solitudine ci circonda. E penso all’orchestra di Augusto Martelli che celebrò nel 1968 proprio alla Bussola il portafortuna della loro lunga stagione d’amore. E’ il 23 agosto 1978, 6.000 i posti esauriti, Walter Chiari che presenta: “Adesso arriva una donna vera, con la sua età vera e i suoi sbagli veri”. C’è un brusio.

“Non gioco più, me ne vado. Non gioco più, davvero. La vita è un letto sfatto, io prendo quel che trovo, e lascio quel che prendo dietro me. Non gioco più, lascia stare, non gioco più ti assicuro. Se ti faccio male poi ti passerà, tanto il mondo come prima senza voglia girerà. Non gioco più, me ne vado. Non gioco più, ma davvero. Non credere ai capricci di una foglia che col vento se ne va”.  Mina esce di scena fra gli applausi del pubblico in visibilio, nel camerino confida al giornalista Gigi Vesigna, suo amico: “Gigi, ho chiuso. È finita”. Vesigna è il primo a sapere del suo ritiro. Mina da quel momento non si esibirà più in concerti e in televisione.

Poi il Balletto dell’Armata Rossa di Mosca, le operette, la lirica con Luciano Pavarotti. Ed ecco davanti a 2.500 fedelissimi: Raffaella Carrà, Caterina Valente, Ray Charles, il mitico Berry White, e per il teatro Tino Buazzelli, Gigi Proietti, Gastone Moschin. Fino ad inventare “Holiday on ice” e gli artisti sui pattini. Nel frattempo Sergio organizza tourne’ e nazionali, spettacoli tv, dirige la squadra calcistica del Pietrasanta. Eppure gradualmente prima la Bussola e poi Bussoladomani escono dal suo controllo.

Bernardini non da l’impressione di essere ricco. Sul suo prestigio e la sua competenza nessuno discute, ma la sua affidabilita’ economica e’ in crisi. Su questo aspetto della sua vita esistono due versioni: primo, e’ un galantuomo che ha sempre pagato e strapagato gli artisti, non ha mai imbrogliato nessuno e si ritrova povero; secondo, la Bussola e tutto il resto se l’e’ perso a poker.

Nel 1990 riprende la direzione artistica di Bussoladomani, e fa parte più volte della commissione selezionatrice del Festival di Sanremo, uno dei suoi ultimi impegni fu nell’ambito del Sindacato dei locali da ballo del quale era stato uno dei maggiori promotori.

Muore nel 1993 a 68 anni di un sabato pomeriggio in un incidente sull’autostrada Piacenza Torino presso Baldicchieri d’ Asti alla guida della sua Bmw 328  diretto a Torino per le nozze di un nipote. Con lui anche la sorella Adilia di 77 anni che è rimasta gravemente ferita. La macchina e’ sbandata durante un sorpasso ed e’ finita ad alta velocita’ contro il guard rail. Bernardini e’ spirato sull’ ambulanza. Lascia la moglie Bruna e due figli, uno dei quali Mario ha seguito le orme del padre ed è ottimo organizzatore di manifestazioni per la Raidalla Versilia.

Valleroni come la grande maggioranza di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non commentò, solo disse: “Ma perché?”.

Sapere com’è andata conta poco: con Bernardini se ne va un pezzo importante della storia della musica leggera e dello spettacolo, il testimone più acuto dello star system italiano. “Re della Bussola” è stato uno dei personaggi più importanti della storia della musica leggera del dopoguerra. Manager attento e di grande fiuto è riuscito ad assumere nella canzone un ruolo che in molti ritengono sia equivalente a quello svolto da Remigio Paone o Garinei & Giovannini per il teatro. Per la RAI ha realizzato negli studi di via “Teulada” Roma: Il Mattatore con Vittorio Gassman, regia di Daniele D’Anza; Il Gioco degli Eroi con Vittorio Gassman, regia di Daniele D‘Anza; Il Signore delle ore ventuno con Ernesto Calindri regia di Enzo Trapani; Ecco il Jazz regia di Mario Landi; Aria condizionata con Alida Chelli regia di Enzo Trapani. Per la RAI UNO ha realizzato: ”Un mondo nel pallone” con Gianni Minà; “Momenti di Gloria” da Ravenna con Gianni Minà; “Festa per lo scudetto” da Genova con Gianni Minà ; “Alta Classe” da Viareggio con Gianni Minà (Sergio Bernardini Production). Inoltre per la FININVEST (Canale 5) ha realizzato: “Genova, Colombo e …..” da Genova. In piu‘ con le trasmissioni: “ Bussola di Focette” e  “Bussoladomani” ha passato il tetto delle quattrocento ore di registrazione per la RAI in occasione di “Sansilvestrissimi” 31/12 e “Special di mostri sacri”. Ha scritto il libro “Non ho mai perso la Bussola” (Garzanti 1987).

Sergio Bernardini, il grande, il sognatore, l’istrione, il mito vive nella strada che il Comune di Camaiore gli ha dedicato e in coloro che gli hanno voluto bene.

Poco prima di lasciarci lo vidi una mattina presto alla stazione di Viareggio, piovigginava. Ambedue ci recavamo a Milano. Parlammo. Quando arrivò il convoglio salendo con una certa fretta mi disse: “Vieni con me in prima? Sai, non lo faccio per essere snob, è più comoda, c’è meno gente e poi mi danno anche il giornale. Salutami Valleroni”. Oggi di lui mi rimane vivo il ricordo e questo scritto.

Sergio Bernardini è morto il 2 ottobre 1993 in un incidente stradale sull’Autostrada Torino-Piacenza all’altezza del Comune di Baldichierinei pressi di Asti a bordo della sua Bmw 328, diretto a Torino per le nozze di un nipote. La macchina è sbandata durante un sorpasso ed è finita ad altra velocità contro il guard rail.

(Ruggero Righini).

L’8 luglio 2010 si svolge in zona Pontile a Lido Camaiore si svolge l’evento organizzato da Mario e Marco Bernardini Chi era mai questo Sergio Bernardini? con Carlo Conti, Karima, Arturo Brachetti, Cristiano Militello, Serana Farrocchia. Giovanni Minoli racconta la magica storia dell’uomo che trasformò la Versilia in un palcoscenico mondiale.

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