Milano aumentano i contagi covid e il caos per le elezioni amministrative 2021

Mentre Milano e la Lombardia, all’insegna di “non ci sono le condizioni per chiudere” (Attilio Fontana), “Milano non si ferma” (Beppe Sala) e, ancora, “mi opporrò a qualsiasi ipotesi di non riapertura delle scuole”, aumentano i contagi, regna il caos in previsione delle elezioni amministrative. Il sindaco uscente Beppe Sala è in pool position, pensa alla sua campagna elettorale e ad ingraziarsi i 5 Stelle (apprezzando l’operato della ministra Azzolina), probabilmente malconsigliato da docenti imboscati in politica da anni (nella sua giunta e in consiglio comunale) che non mettono piede in un’aula scolastica da anni, insiste sul Piano Milano scuole sicure (scuole e i trasporti), non vi è alcuni rispetto per gli operatori della scuola (una consorteria, come dice un suo fedelissimo). E’ importante avere una lista di giovani (asintomatici), il futuro è dei giovani in questo Paese gerontocratico (ha dichiarato un suo elettore). Non vi è alcuni rispetto per i morti che la città ha avuto, gli infetti, non tanto fra il personale scolastico (ripeto le parole dell’ultras di Sala: “una consorteria”) ma per nonni deceduti (segnalazione del virologo Massimo Galli) e genitori infetti (non tutti i genitori sono favorevoli alla riapertura delle scuole, alcuni hanno contratto il covid dai figli, altri sono preoccupati). Il Preside del LIceo Volta dichiara: “è un delirio, rischiamo di aprire e poi di richiudere fino a Pasqua”, un altro dirigente si lamenta perchè si è passati dal 75% al 50% e ora forse si chiude, capisco lo sfogo dei dirigenti, si rivolgano alla ministra o a Beppe Sala che, a quanto pare, è amatissimo all’interno della “consorteria”. Matteo Salvini annuncia che non manderebbe a scuola i propri figli e critica la ministra Azzolina, il virologo Pregliasco preannuncia la terza ondata. Ricordo per l’ennesima (e spero ultima) volta a Matteo Salvini che il Presidente Fontana può fare immediatamente una delibera optando per la didattica a distanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado (gli educatori comunali non parlano perchè hanno paura di ripercussioni ma sono furiosi ed hanno paura). Salvini ai fatti faccia seguire le parole, la sanità lombarda è il fanalino di coda, tantissimi errori commessi (anche se vengono poi imputati al governo), fanalino di coda, nella regione epicentro covid, nella somministrazione dei vaccini. Il centrodestra non ha ancora espresso il proprio candidato sindaco da contrapporre a Beppe Sala. L’1 gennaio il giornalista e manager Roberto Rasia ha fatto un uscita pubblica su facebook ripresa dai giornalisti, per il resto Rasia, che si definisce liberale resta prudente. Ma Rasia non è un politico, è soltanto espressione della società civile, non ho mai sentito Rasia (mentre ho sentito politici ogni schieramento) fare dichiarazioni irresponsabili durante il covid sia sulla scuola che sui mezzi pubblici che sulla gestione (o mala gestione) della pandemia, e comunque Rasia non ha mai fatto alcun danno. Rasia è in una sorta di silenzio stampa, che va rispettato, è comunque un signore, visto che non risponde agli attacchi e gli sbeffeggiamenti che riceve da sinistra, da una parte della destra, e dai 5 Stelle. Piefrancesco Maran assessore del Pd a Milano dichiara: “Oggi il dott. Rasia dal Polo ha annunciato di aver dato la disponibilità per candidarsi Sindaco su richiesta di “uno dei partiti di centrodestra”. È noto che la chiamata sia arrivata dalla Lega ed è un peccato che nel primo messaggio Rasia dal Polo usi già il politichese e non lo precisi. Gli faccio i migliori auguri perché mettersi a disposizione della propria città è una sfida coraggiosa, che merita grande rispetto anche per via dei tanti candidati di centrodestra che prima di lui si son negati, spero ci venga chiarito presto se è anche il vero sfidante. Tuttavia ci prendiamo subito un impegno: son 10 anni che il centrosinistra a Milano a ogni elezione batte Matteo Salvini e i suoi candidati, questa tradizione ci accompagnerà anche nel 2021!” Premesso che Maran vive di politica da anni, non ci risulta (pregasi smentire rettificheremo) abbia mai lavorato. Maran non è di certo espressione del civismo, deve la sua fortuna a Filippo Penati che poi rinnegò quando il povero Penati cadde in disgrazia, salvo poi rivalutarlo post mortem. Cosa abbia fatto o non fatto il signor Maran nella sua vita lo giudicheranno i milanesi, anche se, a difesa di Maran, va detto che nel giugno 2018 vi fu un’intercettazione emersa dagli atti di una inchiesta della Procura di Roma nella quale alcuni indagati per corruzione raccontano l’offerta all’assessore Maran di un appartamento, da lui sdegnosamente rifiutata.
Alla frecciata di Maran: così ha diplomaticamente replicato Rasia «Nessun dottore sono il Sig. Roberto Rasia, un cittadino come tanti altri, un manager con molte idee e la volontà ferrea di rendere Milano di nuovo grande. Che sia la Lega ad avermelo chiesto non è certo un mistero, visto che da tre settimane non si parla di altro sui giornali, senza che io abbia mai rilasciato una sola parola. Ma la mia condizione è stata da subito di non diventare un uomo di partito ma di coalizione. Se si realizzerà, lo sapremo presto. Ci vediamo sul ring, ma con la correttezza che contraddistingue entrambi gli schieramenti nei momenti migliori della politica italiana. Si può vincere e perdere anche con stile». Rasia Dal Polo sogna una campagna fondata sui fatti più che sulle polemiche. Sorride anche se gli si fa notare che a una domanda su di lui Sala giorni fa ha provato sottilmente a sminuirlo. Di questo non siamo sicuri conoscendo il sindaco e comunque, se ciò corrisponde al vero, Sala sta sminuendo altre persone, o di testa propria o mal consigliato, o distratto come li fu nel 2016 Stefano Parisi.

Sembrano remare contro Rasia altre persone all’interno del centrodestra, infatti negli ultimi giorni sono emerse nuove candidature: quella di Ernesto Mauri (amministratore delegato della Mondadori) pare voluta da Silvio Berlusconi, e quella di Gianni Rubagotti, probabilmente autocandidatosi. In merito a Mauri ho informazioni di terza persona (ex dipendenti Mondadori), Rubagotti è noto per le sue battaglie radicali (ricordo una via intitolata ad Enzo Tortora, una a Marco Pannella, perchè non a Bettino Craxi? si domandano i socialisti), ma i radicali si sono schierati incondizionatamente con Sala. Vorrei sapere da Gianni Rubagotti se ha condiviso la battaglia radicale: privilegiare i carcerati (dopo i medici) nella somministrazione dei vaccini. Ricordo a tutti gli aspiranti candidati sindaco che la storia di Milano dal 1981 al 1993 è stata liberale e socialista, i grandi sindaci di Milano dall’Unità alla fine della prima Repubblica (eccezion fatta per il ventennio fascista) sono stati liberali e socialisti, Milano non ha mai tollerato gli estremismi, di destra e di sinistra. Marco Formentini, scomparso ieri, ebbe un esordio socialista e, così lo ricordano tutti, fu poi un liberale-socialista. Curioso che venga ricordato da qualcuno come colui che diede il via al passante ferroviario (falso storico iniziò a farlo Paolo Pillitteri) e ad altre linee della metropolitana e non per altre cose a suo merito (scomode da ricordare per i sinistri, ma anche per alcuni destri). Curioso anche (lo sostengo dal 1994) che tutti si proclamino liberali e socialisti, compresi post fascisti e post comunisti, i veri liberali e socialisti saranno pochi ma ci sono e a Milano sono stati spesso l’ago della bilancia, pur essendo poi stati trattati come appestati. E’ comunque vergognoso che, sia posto il silenziatore su candidati e liste minori, alternative a Sala e al centrodestra, ma ciò è sempre successo, ancora più vergognoso che non si pensi ad arginare la pandemia e a tutelare la salute dei cittadini, politici spregiudicati (politici non cittadini) pensano solo al proprio consenso elettorale mandando in tilt la città, ne riparleremo a febbraio, se saremo vivi.

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