Arnaldo Delehaye

INTERVISTA AD ARNALDO DELEHAYE

di Massimo Emanuelli

arnaldo delehaje

Arnaldo Delehaye nasce a Napoli:

“Mio nonno, era parigino, venne trasferito a Napoli come tesoriere del Banco di Napoli, poi arrivò alla dirigenza in qualità di Direttore Generale, mio padre, nato anch’esso a Parigi, arrivò a Napoli dopo pochi mesi di vita, mi sento paternopeo a tutto gli effetti.”

Che studi hai fatto?

“Ragioneria, me la sono sempre cavata bene, facevo un po’ il furbetto, da buon napoletano… ma uscii con la media del sette, diplomandomi ragioniere. Proprio mentre frequentavo la scuola girai con un gruppo di amici il mio primo filmino di 27 minuti, ispirato al Dracula di Christopher Lee. Avevo diciassette anni e girai un super 8 su un Dracula napoletano. Ricordo uno stupendo rapporto con i miei professori e con il Preside e un curioso episodio. In occasione di un’eclissi solare totale a Pescara, parziale a Napoli, proponemmo alla professoressa di geografia di farci riprendere l’eclissi a Pescara finanziandoci il viaggio. Girai con il super8, ma al ritorno quando proiettai il filmino nell’aula magna della scuola al cospetto di tutti i docenti e gli studenti dell’istituto, mi accorsi che avevo ripreso di tutto, tranne l’eclissi…”

Poi hai frequentato la scuola di cinema fondata del produttore Goffredo Lombardi.

LE 4 GIORNATE DI NAPOLI NANNI LOY“Mi iscrissi per passione, superai l’esame che verteva sul film Il bandito Giuliano, fui esaminato dallo stesso Francesco Rosi e frequentai per due anni la scuola del cinema. Mio maestro fu Nanni Loy che in un piazza di Napoli mise tutti gli alunni sul terrazzo di una piazza di Napoli al cospetto di un attore che simulava una crisi epilettica, il regista voleva vedere le reazioni delle persone, era il primo esperimento del futuro Specchio segreto, al quale diedi una mano.  Nanni Loy mi accettò anche come alunno di regia sul set de Le quattro giornate di Napoli, di fatto ero ‘il negro’, gli portavo il caffè…, ero il ragazzo di bottega che cercava di rubare il mestiere…”

Quale è il tuo primo ricordo televisivo? (da telespettatore)

“Mike Bongiorno, Lascia o raddoppia, ,. ricordo che la tv arrivò a Napoli nel 1955, i cinema cittadini davano la possibilità a chi non aveva l’apparecchio televisivo di assistere alla trasmissione.”

Ultimati gli studi Arnaldo esercita per dieci anni l’attività di commercialista, dopo avere dato gli esami per l’iscrizione all’Albo ed avere frequentato anche il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dove ha fra i Maestri Luchino Visconti. Rientrato a Napoli però Arnaldo lascia il cinema appunto per l’attività di commercialista.

arnado delehaje foto“Un giorno per caso il Presidente dell’Ordine dei Commercialisti, che era stato coinvolto in uno strano progetto televisivo, egli mi domandò se era vero che avevo frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo avergli detto che ciò era vero il Presidente mi chiese se volevo dare una mano a un tale, Pietrangelo Gregorio, uno “scienziato pazzo” che stava fondando una televisione via cavo, Telenapoli/Telediffusione Italiana e così lasciai il mio lavoro di commercialista per avventurarmi in quello televisivo, dico avventurarmi perchè allora eravamo clandestini, c’era solo la Rai in regime di monopolio, Gregorio (il primo in Italia) e coloro che lo seguirono, furono incoscienti, me compreso… Dall’oggi al domani lasciai la professioni di commercialista, chiusi lo studio e ripartii da capo. Ancora tanta gavetta visto che ero rimasto al taglio della pellicola incollata sulla moviola, ma la televisione si era evoluta intanto ed era tutt’altro. Dovetti ricominciare da zero nel montare i programmi televisivi con la centralina di montaggio, usavamo addirittura  il pollice, non i nastri successivi come il beta..  Il Presidente mi mandò in Germania e a Londra per imparare il mestiere: palinsesti, pubblicità ecc. La Bbc fu un’ottima scuola.

Cosa  ricordi di quel periodo pionieristico?

TELEDIFFUSIONE ITALIANA CANTAGIRO“I ricordi che mi si affollano alla mente sono tantissimi. Quando Telenapoli si trasferì a piazza Amedeo, nel 1974, la società era costituita dall’ingegner Gregorio, dai fratelli Capozzi e da altri soci. A me fu affidata la segreteria generale di Telenapoli per cui mi occupavo dell’intera organizzazione. Cinque studi televisivi, 150 persone tra tecnici, artisti, giornalisti. Con Gregorio realizzammo il primo spot da 30 secondi per la caffè Kimbo, un orsacchiotto che suonava il tamburo (quelli che ancora adesso si regalano ai bambini), giocattolo del figlio dell’ingegnere, dava lo stacco pubblicitario, era ancora l’epoca dei Caroselli.

logo telenapoliCon Aldo Bovio realizzammo la prima produzione televisiva, Paesaggio con figure, il set era sistemato allo “Schiribizzo” locale notturno all’interno dell’albergo Royal. Presentatori Carlo Giuffrè e Tecla Scarano, con Mario Merola, Mirna Doris, spunto tratto da un ellepi di Luciano Rondinella, per la regia di Lelio Golletti.

canale 21 napoliTra i registi che hanno lavorato a Canale21 di allora ricordo Gregorio Lack soprannominato “il cinematografaro”. L’ingegner Gregorio era invece da noi chiamato “gravitino” perché ne aveva sempre in mano uno per riparare i frequenti guasti alle apparecchiature che erano dei veri e propri “cassettoni”.  Difatti durante una nonstop legata alle elezioni regionali che in quel periodo si svolgevano a Napoli (1975), improvvisamente prese fuoco una “Marconi” (telecamera a valvole), lui, imperturbabile davanti alle grida dei tecnici ed al fatto che stavamo in diretta tv, disse: “staccate la corrente e con il suo giravite, un colpo qui, un colpo là, controllò la seconda ed unica telecamera che ci rimaneva e proseguimmo senza interruzione.  Per meglio chiarirla stravagante personalità dello scienziato Gregorio c’è un divertente episodio che la dice tutta sugli scienziati con la testa nelle nuvole. Arrivò in sede con il figlio, un bambinetto di circa due anni che mise in un angolo a giocare. Arrivata l’ora di andare a casa Gregorio si mise in macchina e se ne andò, ma distratto dal lavoro e dai mille problemi lasciati, lasciò il bambino negli studi non ricordandosi più che se l’era portato appresso”.

Intanto Arnaldo ritrova Nanni Loy, che tornerà spesso nel corso della sua carriera:

“Un giorno il grande regista mi parlò del figlio che aveva creato un duo musicale, Loy e Altomare, Nanni mi chiese di aiutare suo figlio a realizzare un video per la promozione di un suo 45 giri, fui uno dei primi in Italia, con Pino Callà, a realizzare videoclip. Lo stesso Nanni Loy, dopo avere visionato il videoclip, mi disse: qualcosa di buono allora ti ho insegnato…”

La prima tv per la quale hai lavorato, dopo Telenapoli, è stata Rtc Caserta?

logo rtc 59 caserta (1)“Esatto, TeleCaserta, conosciuta anche come Rtc 59. Nel 1979 fui chiamato dal giornalista Massimo Caprara per collaborare con questa piccola emittente che aveva ambizioni regionali. In quel periodo mi specializzai nella realizzazione di videoclip, vennero nei nostri studi Eros Ramazzotti, Pino Daniele e tanti altri che tenni a battesimo. Realizzai diversi video per la Fonit Cetra e girai alcuni video anche per Superclassifica Show di Maurizio Seymandi.  Ebbi anche un ambito riconoscimento: il Telegatto per la televisione locale assegnato da Tv Sorrisi e Canzoni, allora diretto da Gigi Vesigna”.

Lo ricordo benissimo: quell’anno vinsero Antenna 3 Lombardia, Gbr di Roma e TeleCaserta,, rispettivamente migliore  tv locale del nord, del centro e del sud.

rete capRI LOGO spurio“Con Telecaserta splittavamo, avevamo un tg regionale e tanti tg provinciali splittati realizzati dalle singole nostre redazioni provinciali.  Nel 1986 passai a Telecapri, avevo ambizioni maggiori, purtroppo non trovai l’intesa con l’amico Federico Costantino per cui pochi mesi dopo lasciai. Venni quindi chiamato dal gruppo Abate di Avellino, titolare di Video Avellino,  a dirti la verità ero titubante viste le mie ambizioni, ma mi convinsero che avrebbero presto fatto un network del Sud.  L’editore comprò la stessa Tele Caserta, feci io da tramite, Video canale 10 napoli rete 9Sannio, Quarta Rete Salerno, Canale C di Napoli, Video Benevento, Video Sannio, Canale 28, coprimmo anche l’Abruzzo, la Puglia ed altre regioni del Sud. Si chiamò Canale 10 perchè in quel momento Diego Armando Maradona portava la maglia numero 10, inoltre facemmo un’indagine e scoprimmo che il decimo canale era libero, visto che gli altri nove erano occupati, per due anni consecutivi ingaggiammo lo stesso Maradona per un trasmissione sportiva, nei nostri studi venivano i giornalisti di tutta Europa poiché avevamo l’esclusiva. Il contratto con Maradona prevedeva come compenso una Ferrari F40 che ottenni grazie a Giampiero Boniperti.Feci nascere anche Rete 9, seconda rete di Canale 10, dove veniva mandata in onda la pubblicità oltre alla repliche dei programmi dell’emittente maggiore.

Nel 1991 ha inizio l’esperienza con Cinquestelle, alcuni che ignorano la storia della televisione italiana quando ho scritto in rete la parola Cinquestelle hanno subito pensato al Movimento di Beppe Grillo, ma è stato Grillo a copiarci il nome…

CINQUESTELLE DON TOMMASO MASTRANDREA spurio“ (ride) Cinquestelle era una syndication televisiva nazionale, il nome lo trovò Don Tommaso Mastrandrea di Telenova, il consorzio univa tantissime televisioni locali ed aveva copertura nazionale, le singole emittenti pur conservando una fascia locale avevano un palinsesto comune. Io arrivai con il preciso incarico di tenere i rapporti con la Sacis.  Inizialmente io acquistavo per queste emittenti film, partite di calcio, sceneggiati televisivi, Fu Biagio Agnes a suggerìrci di creare un circuito dandoci anche indirettamente una mano per reperire la pubblicità, era un tentativo di porre un argine allo strapotere berlusconiano… Comunque Cinquestelle propose programmi altamente culturali, sceneggiati di produzione Rai, ma organizzò anche alcuni importanti eventi televisivi quali, ad esempi, i concerti dei Pooh e dei Pink Floyd e quello dei tre tenori da Caracalla coprodotti con la Rai.  In quel periodo lavorai in viale Mazzini, mi venne anche l’idea di proporre su Cinquestelle spezzoni di programmi storici Rai, di fatto avevo inventato, con tanti anni di anticipo e sempre senza saperlo, Techetechetè, avevamo inoltre telegiornali per tutte le regioni. Passai quindi chiamato dal gruppo Seat Pagine Gialle a lavorare per questo gruppo. Stavano nascendo le Pagine Utili di Berlusconi e per arginarlo mi chiesero di creare un format televisivo per pubblicizzare i vari inserzionisti delle Pagine Gialle sulle tv locali, gestii qualcosa come 40,0000 clienti, il format bloccò sul nascere Pagine Utili, che non ebbe il successo che Berlusconi sperava. Diedi ossigeno e soldi alle tv locali di tutta Italia…”

Quindi ti sei trasferito a Roma, poi sei diventato dirigente del gruppo televisivo dei Caltagirone.

logo t9.jpg gb“Esatto. Il gruppo era proprietario di T9, la vecchia Teleregione, fui io a dire a Caltagirone di acquistare Gbr che era in crisi, era importante rilevare e rilanciare un logo storico romano, lo stesso accadde per Teleroma 56

In tutti questi anni di tv avrai mille anedotti da raccontare. Quale è il più curioso?

“Risale ai tempi di quando realizzavo i videoclip, uno dei miei peccati fu quello di creare il personaggio di Nino D’Angelo. Nino venne a registrare in televisione senza avere fatto lo shampoo, dissi allora al parrucchiere della televisione di tagliargli i capelli e di schiarirli, nacque così il famoso caschetto biondo di Nino che fu la sua fortuna…”

L’anno scorso sei tornato al cinema con Bruciate Napoli, un film che è la storia (vera!) di una famiglia del quartiere Vomero della città di Napoli che si trova, con tutto il condominio di via Merliani 17 al centro delle Quattro Giornate di Napoli del 1943.  Il lavoro ha avuto ampio riscontro su testate giornalistiche e su televisioni ed è stato proiettato con un buon successo in alcune sale cinematografiche, oltre ad essere stato presentato in un centinaio di licei per far conoscere ai ragazzi la vita quotidiana durante le gloriose Quattro Giornate.

delehaje locandina bruciate napoli“E’ un lavoro che ho dedicato a Nanni Loy in quanto io stesso fui suo rigillo e le donne del filmalunno (oggi stagista) nel suo film del 1962. Il film è stato proiettato, a cura dell’Assessorato alla Cultura e Turismo della Città di Napoli, sulla facciata esterna del Castel dell’Ovo di Napoli, con amplificazione lungo tutta Via Partenope. Bruciate Napoli ha ottenuto il patrocinio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi, dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)) di Napoli, dei Comuni di Napoli, Ampollosa, del Municipio 5 Arenella/Vomero, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel cast ci sono un centinaio di attori, comprese le comparse. Cito fra i tanti Mariano Rigillo che io definisco l’ultimo Eduardo, nel ruolo del professor Luigi, Patrizio Rispo (noto per Un posto al sole), che interpreta Davide,Nunzia Schiano (nota per avere interpretato Benvenuti al sud, Benvenuti al nord ecc.) nel ruolo della portiera Nunziatina, Domenico Formato che impersonò lo scugnizzo dodicenne  Gennarino Capuozzo, protagonista nello storico film “Le Quattro Giornate di Napoli” di Nanni Loy del 1962.  Cinquantacinque sono le persone della troupe, le musiche sono di Antonello Guetta e Tony Iglio.

Il tuo film Bruciate Napoli, ha avuto un buon successo in alcune sala cinematografiche, ha avuto diversi premi, oltre ad essere stato presentato nelle  scuole, suppongo le abbia dato tante gratificazioni. Quale la maggiore?

delehaje bruciate napoli articolo“Nessuno ha avuto il coraggio di riprendere l’argomento delle quattro giornate di Napoli dopo la morte di Loy. Nel ventennale della morte del maestro volevo ricordarlo, pensai che era inutile e insuperabile proporre un remake. Siccome mi era capitata fra le mani la storia di una famiglia paternopea, con protagonista o professore, un vecchio capitano dell’esercito, medaglia al valore della grande guerra, questa storia era anche la storia delle famiglie del condominio, con un amministratore dello stabile legati ai fascisti e ai tedeschi, la portiera con i suoi pettegolezzi che comunque aiutava tutti e tanti altri personaggi con le loro vicende private e pubbliche nel periodo delle quattro giornate paternopee.  Per Bruciate Napoli ho avuto il Premio alla Carriera del IV Premio Amici di Ischia 2016. Il film è stato anche presentato in cento licei, sono molto soddisfatto perchè delle quattro giornate di Napoli non si parla abbastanza”

Cosa fa di bello oggi Arnaldo Delehaye?

vesuvio“Sto realizzando un documentario per i cinesi. Il grande turismo cinese, quello dei miliardari, che vanta quasi 200 milioni di euro annui di fatturato, tramite i tour operator ha scelto l’Italia, preferendola alla Francia ormai in balia agli attentati.  E’ stata scelta la città di Napoli come punto di arrivo in Italia, perchè snodo per poi arrivare a Milano, a Roma, a Venezia e a Firenze. I cinesi conoscono Milano per la moda, Roma, Firenze e Venezia per l’arte, ma non conoscono Napoli. Pertanto è stata commissionata la realizzazione della ricostruzione di un Vesuvio gigantesco a Shangai.  E’ stato indetto un bando internazionale ed io l’ho vinto. Quindi sto girando un filmato sulla storia di Napoli, i cinesi potranno vedere non solo il Vesuvio, ma anche anche una breve storia dell’eruzione del 79 D.C., Palazzo Reale di Caserta e tutte le eccellenze di Napoli e della Campania.”

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