Iva Zanicchi: ho votato Pd, Renzi deve tornare ad Arcore, parlare con Berlusconi e diventare il leader di Forza Italia

IVA ZANICCHI: DALLA CANZONE, ALLA TV, ALL’EUROPARLAMENTO, DAL PCI A BERLUSCONI, PER POI PASSARE CON MATTEO RENZI 

iva zanicchi

“Ho votato Pd, ovvio, per chi altro dovevo votare? Li vedevo in difficoltà, io sono una mamma, una nonna, e vado sempre coi più deboli. A Berlusconi non l’ho detto, non me ne frega… I grillini non li voterei neanche per idea. Qualcuno in famiglia ha osato dirmi che aveva votato M5S, mio genero, mio nipote. Spero in un governo M5S/Pd, per me è l’unica strada, dal primo giorno, sarebbe un governo più di sinistra… Renzi dovrebbe tornare ad Arcore, parlare con Berlusconi e diventare il leader di Forza Italia, così almeno scappa da quel 10% che ha”. 


Cantante, scrittrice (ha scritto Polenta di castagne ed altri libri), conduttrice televisiva. Il rapporto di Iva con la tv risale agli esordi della sua carriera, nel 1960 partecipa come concorrente a Campanile sera, quindi è ospite di Silvio Gigli. Poi molte partecipazioni come cantante a vari festival canori, in primis Sanremo, e a varietà musicali come Sai che ti dico, di Antonello Falqui. La svolta nella seconda è datata dagli storici della tv e dello spettacolo a metà degli anni ’80, Iva si trasforma in conduttrice televisiva: Facciamo un affare e Ok il prezzo è giusto, già nel 1975 però Iva inizio a condurre in tv Il trampolone, gara per esordienti in onda su TeleAltomilanese. Poi la terza mancata svolta, quella politica.


Iva Zanicchi nasce a Vaglie di Ligonchio, in provincia di Reggio Emilia, il 18 gennaio 1941: “da piccolissima volevo fare la ballerina. Avevo la foto di una ragazza in tutù e me la guardavo sempre. Allora andavo sempre in giro con gli scarponi ed erano tutti consumati sulle punte… E poi avevo questa voce incredibile per una bambina, la stessa di oggi, un fenomeno da baraccone. Mio nonno aveva l’osteria e la domenica mi faceva cantare davanti agli uomini. Ma la prima volta che mi sono resa conto che gli altri volevano ascoltarmi, era in colonia. Anche mio padre lavorava all’Edison e d’estate mi mandava a Marina di Massa (io ci piangevo un mese). Li c’erano 900 bambini e mi ricordo che cantai con questa immensa platea ed ebbi la netta sensazione che era quello che volevo fare nella vita…
A quindici anni Iva inzia a prendere lezioni di canto. Al suo primo provino alla fine degli anni ’50 le preferiscono Milva, la futura “pantera”, che poi ritroverà al suo debutto al festival di Sanremo. “Un giorno è arrivato in paese Silvio Gigli con una trasmissione radiofonica I DUE CAMPANILI. Sono andata ed ho cantato per la prima volta in radio. Ravera, mentre si faceva la barba in bagno, ha sentito questa vociaccia e da li sono arrivata a Castrocaro. Mi si è aperto un mondo.. Ho scoperto il blues. Chissà perché ma noi emiliani ce l’abbiamo nel sangue il blues. Pensa a Mingardi, a Dalla. Noi non abbiamo il cotone, ma abbiamo il lambrusco. Sarà per quello.”
Nel 1960 Iva partecipa come concorrente alla trasmissione televisiva Campanile sera, accompagnata da un’orchestrina si esibisce poi nelle balere romagnole. Nel 1963 partecipa al Festival di Castrocaro, ma la sera della finalissima è colpita da faringite e arriva solo al terzo posto con il brano Sei ore. Nel maggio 1963 esce il suo primo disco per la Ri-fi, contiene i brani Zero in amore e Come un tramonto, scritte per lei e arrangiate dal maestro Gorni Kramer. Nel 1964 si afferma al Burlamacco d’Oro di Viareggio con Come ti vorrei (versione italiana di Cry to me), nel 1965 partecipa al Festival di Sanremo con I tuoi anni più belli. Alla fine del 1965 esce il suo primo album, Iva Zanicchi, con il quale si aggiudica il premio della critica discografica. Nel 1966 torna a Sanremo con La notte dell’addio, nello stesso anno partecipa a Un Disco per l’Estate con Fra noi e al Festival di Napoli con Ma pecchè e tu sai ‘a verità. Nel 1967 vince il Festival di Sanremo in coppia con Claudio Villa Non pensare a me, il disco venderà 2 milioni di copie in tutto il mondo. Sposatasi con Tonino Ansoldi, figlio di Giobatta e direttore artistico della Ri-fi.
Negli anni ’60 è di moda paragonare le cantanti ad un animale che assomigliasse a loro. Un fenomeno dovuto ad un vero e proprio tifo. Perciò, a mille metri di altezza, appollaiato sull’Appennino, Ligonchio poteva dare i natali solo ad un’aquila. Così la Zanicchi, aquila di Ligonchio, si trovò a rivaleggiare con una Mina tigre di Cremona e una Milva pantera di Goro.
Nel 1968 Iva torna a Sanremo con un pezzo di Umberto Bindi, Per vivere, partecipa anche a Un Disco per l’Estate con Amore amor, il suo maggiore successo dell’anno è però La felicità. Nel 1969 vince ancora il Festival di Sanremo con Zingara, in coppia con Bobby Solo, partecipa quindi all’Eurofestival di Madrid con il brano Due grosse lacrime bianche e arriva terza, poi si esibisce all’Olympia di Parigi, quindi una tournèè fra il Sudamerica, la Russia e gli Stati Uniti. Al Plaza Hotel di New York conosce Frank Sinatra.
Ancora Sanremo nel 1970, terzo posto in coppia con Sergio Endrigo, con L’arca di Noè.
Fra il 1970 e il 1971 la svolta: decide di dedicarsi alle canzoni del compositore greco Mikis Theodorakis, incidendo uno dei suoi dischi più belli, Caro Theodorakis, che vende più di un milione e mezzo di copie. Sempre nel 1970 incide Canzone senza tempo, brano dedicato al poeta Giuseppe Ungaretti, e Un fiume amaro. Nel 1970 partecipa a Canzonissima, le sue grandi scollature fanno scalpore. Durante un’esibizione nel locale Le Roy di Torino un ammiratore comincia a molestarla, fino al punto di salire sul palco e strapparle l’orlo del vestito, il servizio di sicurezza interviene subito rendendo inoffensivo l’uomo, armato di lungo coltello e in evidente stato di confusione mentale.
Nel 1971 presenta l’album Caro Aznavour e La riva bianca la riva nera (Un Disco per l’Estate 1971), Nonostante lei (Disco per l’Estate 1972), Mi ha stregato il viso tuo (Canzonissima 1972/73), I mulini della mente (Disco per l’Estate 1973). La Zanicchi mentre prosegue con la tradizionale attività canora si rivolge ad un repertorio colto rappresentato dagli album: Caro Theodorakis, Shalom (canti ebraici), e Le giornate dell’amore, nel marzo 1973 si esibisce al Madison Square Garden di New York e in Spagna, quindi all’Olympia di Parigi, torna in Italia ed incide La mia sera. Nel 1974 torna a Sanremo e vince per la terza volta il Festival con Ciao cara come stai. Nel 1974 rappresenta l’Italia all’Eurofestival e si esibisce all’Olympia di Parigi. Con Testarda io di Roberto Carlos è nuovamente in testa alla classifica, il brano viene inserito dal regista Luchino Visconti come colonna sonora del suo film Gruppo di famiglia in un interno. Nel 1975 presenta Io sarò la tua idea, altro successo ispirato a Garcia Lorca, risale proprio al 1975 il suo esordio in tv: Iva conduce su Tele Alto Milanese Il trampolone, gara per esordienti, anche per lei è l’esordio come conduttrice, fino a quel momento era stata ospite a programmi tv come cantante. Tele Alto Milanese era allora l’emittente privata più seguita del Nord Italia, e dell’intera penisola. Ma questa avventura televisiva è solo una prova per quella che si verificherà poi negli anni ’80, nel 1976 Iva torna alla canzone e spopola con Mammatutto. Verso la fine degli anni ’70 ha un periodo di riflessione, torna alla ribalta nel 1983 presentando alla Mostra di Riva del Garda Aria di luna, nel 1984 torna a Sanremo dove presenta Chi mi darà, un pezzo firmato da Cristiano Malgioglio e Umberto Balsamo. Nel 1985 abbandona improvvisamente l’attività canora e si rinventa conduttrice televisiva. La Zanicchi era già apparsa in tv a Canonissima e a Sanremo, era stata show-girl in Sai che ti dico (1972), programma in cui recitava, ballava e cantava la sigla Ma che amore mediocre. Dopo tredici anni deve ricominciare: inizia a condurre Facciamo un affare, nel 1986 realizza Care colleghe, un album dedicato alle canzoni di colleghe famose. Ma la sua attività principale è ormai quella di conduttrice televisiva: dal 1987 prima su Rete4 poi su Canale5 conduce OK il prezzo è giusto in sostituzione di Gigi Sabani. Nel 1989 pubblica l’album Nefertari, ma ormai la sua carriera è televisiva. Nel 1991 presenta E’ estate, nel 1995/96 Una sera ci incontrammo, e nel 1996/97 Iva show. Intanto prosegue Ok il prezzo è giusto che dal 1994 torna su Rete4. Nel 1999, dopo essersi candidata senza successo alle elezioni europee lascia la conduzione di Ok il prezzo è giusto,
Strette di mano da indolenzire le dita, per poi chiudere così: “oh votami, eh. Ce l’hai una mamma, portala a votare dai! Mica scherzi! E la cognata? Ce l’hai una cognata?” Ogni osteria è una sosta, ogni sosta una foto, ogni foto un bicchiere di vino: “non so se sarò eletta, quel che so è che finirò alcolizzata” “Dai Iva, uno solo che è frizzantino”, “Come si fa a dire di no?” E ogni volta finiva allo stesso modo, tutti in coro a “fare la ola” coi lucciconi agli occhi: un fiuuuume amaro dentro me”. Da buona casalinga, mentre fa la campagna elettorale fa anche la spesa. Dice che metà della sua famiglia, quella materna del nonno Adamo che aveva un’osteria dove si beveva solo Chianti era “mezza rossa, cioè saragattina) e piena di peccatori, l’altra metà bianca e piena di preti. “Prima votavo DC, poi sono andata in crisi, ho votato, mai a sinistra, un po’ qua e un po’ la. Finchè non è apparso lui, il dottor Berlusconi. Il più bravo di tutti. Uno che ha resistito a tutti gli attacchi. Che voleva cambiare il Paese e l’avrebbe fatto se non lo buttavano giù, che ha dato lavoro ad un sacco di gente, compreso la Zanicchi. Perché io, dopo aver vinto tre Sanremo, nel 1984 con la disco-music e quelle cose là ero proprio in crisi, finchè lui una sera mi ha telefonato…”
Non eletta per pochi voti racconta poi a tutti: “hanno fatto bene a trombarmi, non è che io di politica ci capisca tanto”.
Nell’estate 2000 accetta l’invito di Carlo Conti, che ostinatamente la vuole al suo fianco per la nuova edizione di Domenica In, lasciando così, dopo tredici anni, con una certa malinconia, Mediaset.
Nel marzo 2001 esce per i tipi della Mondadori Polenta di castagne, il suo primo libro, storia franca e ironica delle sue radici. Che sia l’inizio di una nuova avventura? Con il suo libro Iva ha vinto il Premio Alghero Donna per la letteratura e il giornalismo. Nell’estate 2002 una canzone di Iva (Zingara) vince una causa in Tribunale: Francesco De Gregori nell’album Prendere o lasciare aveva pubblicato un brano intitolato Zingara, che iniziava: “prendi questa mano, zingara…”, De Gregori viene condannato per plagio.
Dopo l’esperienza in Rai con Carlo Conti, Iva Zanicchi ritorna a Mediaset conducendo Sembra ieri e Ed io tra di voi. Nel 2003 partecipa al Festival di Sanremo con Fossi un tango: “Non mi sembra ancora vero, ma ci vado con molta allegria”. Iva Zanicchi con il consueto suo buon umore così commenta la sua nona partecipazione al festival di Sanremo. “Ho voglia di tornare a cantare e fare spettacoli in giro per l’Italia. Ora che ho questo bel brano è un’ottima occasione presentarlo a Sanremo. Io sono legata a Sanremo, sono nata li. E mi diverte tornarci alla mia età, e tornare a gareggiare. Anche se, intendiamoci, io sono emotiva, sarò molto tesa prima di salire sul palco. Io sono una battagliera, non sarei sincera se dicessi che non voglio vincere, però non ci penso davvero ad arrivare prima, sono già felice di arrivare al festival con questo tango argentino scritto da Aldo Donati. La mia vittoria? Che la gente da casa, sentendo il brano, possa dire: ‘Che carino, domani esco e vado a comprare il disco’ detto questo, se vinco non mi dispiace”. Il brano si piazzerà ingiustamente all’ultimo posto ma Iva, sportivamente, accetterà il verdetto.
Nel 2004 riprova a candidarsi alle elezioni europee (stavolta nel collegio nord-ovest) ma altra sconfitta: pare sia eletta superando per voti 164 Jas Gawronski, invece, dopo un ulteriore calcolo, passa Gawronsky per 146 voti. Iva torna quindi a cantare a tempo pieno nell’estate 2004 in un tour di canzoni e poesie in coppia con il cantautore Franco Simone, poi è di nuovo in tv nel reality Music farm. Donna dalle mille risorse, di un’incredibile simpatia, Iva Zanicchi è indubbiamente una delle più interessanti cantanti del dopoguerra. Interprete pura, di enorme talento naturale, dotata di una voce potente e versatile in grado di passare dai toni drammatici a quelli più giocosi, con toni jazzistici e soul, paragonabili a quelli di Ella Fitzgerald, si è anche esibita in un repertorio colto e d’autore (Mikis Tehodorakis, Charles Aznavaour, Roberto Carlos ecc.).
Nel 2006 fa parte del cast di BUONA DOMENICA e recita al fianco di Virna Lisi nella fiction CATERINA E LE SUE FIGLIE. Nel 2006 presenta con Paolo Manila la quinta edizione del Milano Gospel Festival in onda su Telepace quindi entra nel cast di Buona Domenica. Nel 2007 presenta una nuova canzone scritta per lei da Tiziano Ferro Amaro amarti contenuta nell’album omonimo. Esce quindi la biografia Testarda io scritta da Andrea Paltrinieri, dopo avere condotto ancora Buona domenica si esibisce a Napoli prima e dopo interpretando Dicitincello vuje. Torna a Sanremo nel 2009 con Ti voglio senza amore, brano scritto da Franco Fasano e Fabrizio Belincioni, nel 2010 torna a cantare la lirica di Giuseppe Ungaretti, quindi partecipa al Festivalshow. Nel 2012 nuovo brano, Cuore profumato, nel 2015 partecipa nuovamente a Napoli prima e dopo, nel 2016 incide Padre nostro – Nostro padre, riscrittura della preghiera cristiana, nel 2017 si esibisce al tributo in memoria di Corrado Castellari interpretando la sua canzone Coraggio e Paura, torna in tv su Canale 5 in Le cose cambiano con Simona Ventura. Nel maggio 2018 dichiara a Un giorno da pecora: “ho votato Pd, ovvio, per chi altro dovevo votare? Li vedevo in difficoltà, io sono una mamma, una nonna, e vado sempre coi più deboli. A Berlusconi non l’ho detto, non me ne frega… I grillini non li voterei neanche per idea. Qualcuno in famiglia ha osato dirmi che aveva votato M5S, mio genero, mio nipote. Spero in un governo M5S/Pd, per me è l’unica strada, dal primo giorno, sarebbe un governo più di sinistra… Renzi dovrebbe tornare ad Arcore, parlare con Berlusconi e diventare il leader di Forza Italia, così almeno scappa da quel 10% che ha”. Sempre nel 2018 compare nella fiction L’ispettore Coliandro e pubblica il suo terzo libro, l’autobiografia Nata di luna buona. 

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