Clelia Bendandi nei ricordi di alcuni colleghi

Il mondo della radio ricorda Clelia Bendandi, una delle prime voci delle radio libere romane, poi a Radio Rai, quindi, passando per Radio Elettrica, a Rtl 102,5 e Rtl 102,5 The Best.

Scrive Tiberio Timperi: “E’ stata una delle voci più sensuali dell’etere. Quando alla radio serviva solo un microfono per accendere la fantasia. Bastava il nome, Clelia e avevi detto tutto. Malata di radio, come tutti noi della effe emme romana. Clelia Bendandi faceva parte del gruppo storico che ha acceso la radio privata. Gli anni passati hanno solo accresciuto fascino e bravura perché in radio non si invecchia. Il suo microfono si è spento all’improvviso ma in da oggi cielo brilla una stella in più. Dopo Simonetta Zauli, un altro pezzo della nostra storia che se ne va. Ciao Clelia”

Gianni De Berardinis: “Una voce della radio si è spenta. Con Clelia Bendandi abbiamo vissuto ore, giorni, anni di radio indimenticabili. Le dicevo.. “Clelia ogni volta che ti penso, ti immagino con gli occhi chiusi immersa nel tuo Mondo che mi parli di Pino Daniele, Steely Dan e…”Una Voce, un anima libera di grande sostanza.”

Francesco Scalise: “ “Da oggi la radio senza di te sarà più povera!!!! Mi mancheranno i tuoi saluti giornalieri. Non sei mai stata a Serrastretta ma hai amato questo mio paesello che ha dato le origini alla grande Dalida, tanto da salutarci tutti i giorni durante il tuo programma su Rtl 102,5 The best. Sei stata la mia prima ospite ad ogni inizio anno da quando faccio radio.. Da quando nel 1982 ti ho ascoltato per la prima volta in radio non ti ho più abbandonato… Grazie Clelia mi mancherai davvero.”

Luciana Biondi: “L’improvvisa scomparsa di Clelia Bendandi è un colpo durissimo per tutti noi del mondo della radio. Era tornata al microfono dopo anni trascorsi nel mondo a vivere la sua vita ricca, ricchissima, di amiche e amici, musica, cucina e amore, tanto amore. Era felicissima. L’ avevo risentita al telefono a dicembre. Una lunga telefonata in cui mi aveva raccontato dei suoi anni a New York, della scomparsa del suo compagno, dell’ amore per la radio e le avevo chiesto che cosa provasse davanti al microfono ora. “L’affetto degli ascoltatori, persone che si ricordano cose raccontate e dischi tramessi tanti anni fa”. E di storie Clelia ne ha raccontate davvero tante. Faceva storytelling prima ancora che molti di noi si accorgessero della sua importanza alla radio. Le storie, raccontate dalla sua voce, trasmettevano calore e appassionata curiosità. Erano condite da emozioni provate in prima persona e da canzoni che erano le sue canzoni, i suoi artisti di riferimento. Primo fra tutti Pino Daniele. Dio quanto ce lo ha fatto ascoltare! Era un fatto acclarato che Lei e Pino fossero una cosa sola. Una radio confidenziale in cui ogni istante della propria vita era carico di significato e musica. Ma anche un’amica generosa e sensibile che negli anni Ottanta riuniva sul suo bellissimo barcone sul Tevere amici e addetti ai lavori. Tavolate indimenticabili di cui era una perfetta padrona di casa. Oggi siamo in tanti ad essere tristi. Ciao.”

Federica Gentile: “«L’incredulità, il dolore sordo, il vuoto improvviso. Clelia, riempi tu questo silenzio assordante con la tua voce, da lassù. Porta le tue cuffie con te, noi ti teniamo stretta. Tengo strette le nostre chiacchierate, la nostra musica, i nostri commenti notturni alle partite di tennis in orari improbabili. E i tanti ricordi di una vita, i primi passi alla radio, le cene sul barcone… Fai buon viaggio, Cleliuccia mia»

Rosanna Iannaccone: “Clelia Bendandi grazie per tutto quanto ci hai insegnato e trasmesso. Con rispetto, la Radio””.

Barbara Marchand: “Clelia È una colonna della Radio, quella vera, quella “beneducata”, quella ” preparata” , quella rispettosa dell’ascoltatore. Ha dato moltissimo e chi l’ ha conosciuta lo sa. Non c’era competizione tra noi ( e parlo della ” nostra” generazione radiofonica) era sempre una festa quando c’incontravamo, anche solo in un corridoio di Via Asiago. Ci sarà sempre. È una pietra miliare di questa nostra bellissima avventura: la Radio! Ciao Clè!”

Altri ricordi di Francesco Acampora, Stefano Pozzovivo, Barbara Marchand, Carlotta Tedeschi, Rossella Diaco e di moltissimi altri che hanno lavorato con lei, l’hanno ascoltata e apprezzata.

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