Tutti parlano a sproposito di Craxi (senza avere visto il film) grande è Pierfrancesco Favino

pierfrancesco favino bettino craxiL’Italia, Paese da sempre poco sensibile ai grandi artisti, ha consacrato definitivamente Pierfrancesco Favino. Mentre il 90% si sofferma sulla figura di Craxi, senza avere visto il film e senza capire alcunchè di politica e di cinema interpretando il film di Amelio come pro o contro Craxi (la politica non c’entra nulla nel film di Amelio), il vero protagonista di Hammamet è Pierfrancesco Favino, un grande uomo e un grande attore. Asettico, neutrale, assomiglia in tutto a Bettino Craxi, non solo nell’aspetto (bravissimi i truccatori) pierfrancesco favino craxima anche nella voce, nelle pose, nell’interpretazione: “Per rifare la voce a Craxi mi sono chiuso nelle stanze in cui studio, ho ascoltato per giorni e giorni la sua voce, e ho cercato di capire quando e come fosse diversa dalla mia. Mi sono domandato perchè parlasse in quel modo e cosa volesse comunicare con il suo modo di parlare. Del suo modo di parlare ho fatto un’arma importante, mi sono sempre domandato cosa ci fosse dietro. Le pause, i silenzi. Piano piano ho cercato a portare la mia voce ad assomigliargli, non soltanto per imitarlo, ma per coglierne il respiro. Quando cogli il respiro di un uomo ti si aprono altre domande, altri pensieri e cerchi in qualche modo di trovarlo, di toccarlo. E’ il desiderio di ogni attore: sparire fino in fondo nel mondo di un’altra persona. A me questo è successo in alcuni aspetti della vicenda raccontata dal film di Amelio, che racconta la cadura di quest’uomo. Mi sono chiesto: capiterà anche a me di cadere, anche se non ho quel potere ovviamente… Mi sentivo tanto distante da Craxi, non l’ho mai associato da Craxi come persona. Poi a un certo punto ho iniziato a studiare, a leggere, a domandarmi che uomo fosse, avevo un’immagine di Craxi che era quella di un uomo politico e della sua vicenda giudiziaria. Vi è stato modo di toccare aspetto che non mi ero mai fermato a domandarmi, cioè l’aspetto umano. Questo non per giustificarlo e trovare per forza delle ragioni di empatia. Il film si sofferma sugli ultimi mesi di vita di quest’uomo. Parla della sua caduta.”

favino bartaliNon è la prima volta che Favino si cimenta in mimesi straordinarie: è stato già interprete magistralmente di personaggi che hanno fatto la storia d’Italia: Padre Pio, Gino Bartali, Enzo favino buscettaFerrari, Tommaso Buscetta, Marco Polo. Già nel 2004 nel film Le chiavi di casa di Gianni Amelio, era ancora agli inizi della sua carriera seppur lavorava da altre dieci anni, pur con un breve cameo si è garantito una nomination al Nastro d’argento come attore non protagonista. Stavolta in Hammamet Favino ha superato sé stesso. Favino stupisce tutti per la sua somiglianza, una vera mimesi, con Bettino Craxi. Nell’anno in cui ha compiuto 50 anni Favino uomo maturo, si è dimostrato grandissimo uomo e grandissimo attore, cimentandosi in due mimesi straordinarie: Tommaso Buscetta per Marco Bellocchio e Bettino Craxi per Gianni Amelio. E pensare che il grande Bellocchio all’inizio non era persuaso, l”ha sottoposto a due provini (i giovani attori e non solo attori montati dovrebbero imparare), poi si è dichiarato soddisfatto; Amelio ha aspettato sei mesi Favino, convinto che solo lui era giusto, Favino si è fatto aspettare non per presunzione ma perché impegnato con l’altro film.

CHI E’ PIERFRANCESCO FAVINO

Pierfrancesco Favino è nato a Roma il 24 agosto 1969 da genitori pugliesi, frequenta l’Accademia Nazionale l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha fra i suoi maestri Luca Ronconi, Orazio Costa, Mario Monicelli: “Orazio Costa ha costruito un metodo sulla mimesi, Ronconi ci invitava ad andare per strada, Mario Monicelli diceva agli sceneggiatori di prendere la metro”. L’esordio di Favino è in teatro, nel 1991 recita nel film tv Una questione privata tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio per la regia di Alberto Negrin. Fra il 1993 e il 1998 recita in 14 episodi della serie tv Amico mio. L’esordio sul grande schermo risale al 1995 nel film Pugili per la regia di Lino Capolicchio, segue quindi il cortometraggio B.B.K. Baby Bounty Killer per la regia di Alessandro Valori, nel 1996 è ancora sul piccolo schermo con il film tv di Antonio Tibaldi Correre contro.  Nel 1997 Favino interpreta Il principe di Homburg di Marco Bellocchio, In barca a vela contromano d Stefano Reali e il cortometraggio Baci proibiti di Fancesco Michicchè, nel 1998 è la volta di Dolce far niente Nae Caranfil. Il 1999 è un anno prolifico: Favino interpreta ben un lungometraggio, due cortometraggi e due film tv: Bonanno – La storia di un padrino di Michael Poulette, Adidabumba di Francesco Falaschi, I giardini della memoria di Alessandro Caruso, e i film tv giudici – Excellent cadavers di Rick Tognazzi e Bonanno, regia di Michel Poulette.
Francesco Favino diventa nazional popolare con il film tv Padre Pio di Carlo Carlei andata in onda nel 2000, poi al cinema in La carbonara di Luigi Magni. Nel 2001 è ancora in tv La sindone – 24 ore, 14 ostaggi, regia di Lodovico Gasparini , Guida di Raffaele Mertes, Tommaso di Raffaele Mertes, Altro grande successo cinematografico è L’ultimo bacio di Gabriele Muccino (2001), seguono: La verità vi prego sull’amore Francesco Apolloni e Da zero a dieci di Luciano Ligabue (2001), El Alamein – La linea del fuoco di Enzo Monteleone. Emma sono io di Francesco Falaschi (2002). Di nuovo in tv con Gli insoliti ignoti, regia di Antonello Grimaldi (2002), Ladri ma non troppo di Antonello Grimaldi, Ferrari di Carlo Carlei, Part-time di Angelo Longoni (2003). Di nuovo al cinema: Passato prossimo di Maria Sole Tognazzi, Al cuore si comanda di Giovanni Morricone (2003), Mariti in affitto di Ilaria Borrelli, Le chiavi di casa di Gianni Amelio, Non ci sarebbe niente da fare! di Luisa Romano (2004), Nessun messaggio in segreteria telefonica di Luca Miniero e Paolo Genovese, Anatemi di Renato De Maria, Romanzo criminale di Michele Placido, La vita è breve ma la giornata è lunghissima di Lucio Pellegrini e Gianni Zanasi (2005). Nel 2005 torna in televisione nella miniserie Gino Bartali – L’intramontabile per la regia di Alberto Negrin, poi di nuovo cinema: La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, Una notte al museo di Shawm Levy (2006), Saturno contro di Ferzan Ozpetek (2007). Dopo avere recitato nella miniserie tv Liberi di giocare di Francesco Miccichè (2007) ecco altri film per il grande schermo: Le cronache di Narnia – Il Principe Castia di Andrew Adamson, Miracolo a Sant’Annna di Spike Lee, L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi (2008), Angeli e demoni di Ron Haward (2009), e la miniserie tv Pane e libertà per la regia di Alberto Negrin. Ancora cinema: Baciami ancora di Gabriele Muccino, Cosa voglio di più di Silvio Soldini, Figli delle stelle di Lucio Pellegrini (2010), La vita facile di Luciano Pellegrini, L’industriale di Giuliano Montaldo (2011), quindi il ritorno sul piccolo schermo con la miniserie tv Il generale Della Rovere, per poi tornare al cinema con Acab all cops are bastards di Stefano Sollima, Posti in piedi in paradiso di Carlo Verdone, Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (2012).
Nel 2013 torna dopo molti anni (vi aveva esordito) in teatro con Servo per due per la regia di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli . Ancora sul grande schermo nel 2013: World Wa Z di Marc Forster, Rush di Ron Howard, cui segue Senza nessuna pietà, di Michele Alhaique (2014). Fra il 2014 e il 2016 Favino interpreta per la televisione Qualunque cose succede di Alberto Negrin e nove episodi Marco Polo. Gli ultimi lavori cinematografici sono stati Une mère, di Christine Carrière (2015), Suburra e Le confessioni di Roberto Andò (2016). Il 2016 è anche l’anno del ritorno in teatro
Nel 2016 è in teatro in La Controra, regia di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli, ancora cinema: Moglie e marito di Simone Godano, Rachel di Roger Michell, Chi m’ha visto di Alessandro Pondi (2017). Nel 2018 con Claudio Baglioni e Michelle Hunziker presenta il Festival di Sanremo ed è la vera rivelazione: incanta con un monologo, recita divinamente, canta, balla, suona e parla inglese, dimostra maestria in vari ruoli: ’attore drammatico, comico, cantante, ballerino, musicista, Dopo l’apotesi festivaliera ritorna al cinema con A casa tutti bene di Gabriele Muccino, The Catcher was a spy di Ben Lewin, I Moschettieri del re – La penultima missione di Giovanni Veronesi (2018). Dopo l’esibizione teatrale in La notte pco prima delle foreste per la regia di Lorenzo Gioielli torna al cinema con Il traditore di Marco Bellocchio (2019) e con Hammamet di Gianni Amelio (2020) è da poco uscito anche Gli anni più belli di Gabriele Muccino.

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