Milano: il consigliere Sollazzo lascia il Movimento 5 Stelle. Simone Sollazzo intervistato da Massimo Emanuelli

simone sollazzo foto

Simone Sollazzo aveva aderito al Movimento 5 Stelle nel 2013 idealista convinto che il Movimento poteva cambiare tutto nel 2014 si candidò alle elezioni europee ma non riuscì a passare le primarie, nel 2015 si candidò alle primarie per Palazzo Marino e dopo averle superate fu eletto consigliere comunale a Milano. Oggi la decisione di lasciare il Movimento 5 Stelle, unitamente ad alcuni consiglieri di Municipio e ad un consigliere di un comune dell’hinterland. Ho sempre avuto un ottimo rapporto di stima con Simone Sollazzo che, come Matteo Salvini ed altri consiglieri del Comune di Milano, ha fatto il suo primo passaggio in radio nella mia trasmissione L’angolo della scuola, 

Simone Sollazzo, a differenze di altre persone che lasciano il Movimento per allettati dalle promessi di nuovi Messia demagoghi intenti a fare campagna acquisti e proseliti fra elettori boccaloni e frustrati, coerentemente rivendica che il Movimento 5 Stelle delle origini era una cosa totalmente diversa, i principi originari (noti a tutti gli attivisti della prima e delle seconda ora) sono venuti meno.

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“Dopo mesi nei quali i vertici del Movimento hanno ignorato gli attivisti e tradito il mandato elettorale, non possiamo più identificarci in un simbolo e con un gruppo che ha snaturato quelli che erano i nostri principi fondativi, primo fra tutti quello di essere stati eletti per ‘portare la voce’ dei cittadini nelle istituzioni.  Noi continueremo ad essere coerenti con le promesse fatte. Per questo non possiamo più accettare di stare con quelli che, invece di cambiare l’Italia, non hanno cambiato nulla, diventando la stampella parlamentare delle vecchie forze politiche e rinnegando le ragioni per le quali erano stati eletti… Il Movimento 5 stelle è diventato il luogo dove le scelte sono elaborate da ignoti e calate dall’alto per essere solo ratificate e si deve solo lavorare e tacere.   È un treno impazzito che lascia a terra chiunque si discosti dal pensiero unico dei capi. Pensiero ratificato attraverso il metodo Rousseau, attuato in stile di orwelliana memoria, dove il trattamento dei dati degli iscritti ha sollevato dubbi e contestazioni anche in sede istituzionale da parte del Garante, dove i processi decisionali sono divenuti di fatto inaccessibili a coloro (siano essi attivisti o portavoce) posti fuori da vari cerchi magici venutisi a creare in questi anni. È la grande truffa della Democrazia Diretta”.

Ascolta l’intervista rilasciata da Simone Sollazzo rilasciata nel 2014 a Massimo Emanuelli nel corso della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola.  Come Matteo Salvini, Gabriele Abbiati e tanti altri giovani (non solo politici, ricordiamo anche Giovanni Caccamo ed Enrico Nigiotti) i loro primi passaggi radiofonici, se non i primi in assoluto, sono stati a L’angolo della scuola.