Commissariato Gallera assessore alla sanità lombardo, doveva essere il candidato sindaco di Milano per il centro destra…

“Milano cerca un sindaco ed una maggioranza, ma soprattutto cerca sè stessa.” così intitolava Alberto Cavallari sul Corriere della Sera dopo le dimissioni del sindaco Pietro Bucalossi nel 1967. Era un momento difficilissimo per la città, c’era la contestazione, di li a poco sarebbero arrivate la strage di piazza Fontana e gli anni del terrorismo, sindaco diventò il socialista Aldo Aniasi, il partigiano Iso, un grandissimo sindaco. Aniasi seppe gestire il difficilissimo momento. Milano è uscita sempre dai momenti più difficili della sua storia e ha saputo esprimere, come diceva Indro Montanelli, “se non il meglio, almeno il meno peggio”. Così fu, per la Milano del secondo dopoguerra con la città distrutto dai bombardamenti: Risorgeva Milano era il titolo di un libro di Antonio Greppi, il sindaco socialista dal 1945 al 1951. Poi si può risalire alla Milano colpita dalla peste del 1576 che ebbe la sua guida in Carlo Borromeo.
Milano 2020 vittima del covid, parzialmente risparmiata dalla prima ondata ma capitale dei contagiati nella seconda ondata. Milano è senza una guida, il sindaco Beppe Sala, dopo avere gestito bene l’ordinaria amministrazione nei primi quattro anni, dall’avvento del covid non ne ha indovinata una ed ha anzi indirettamente contribuito all’aumento della seconda ondata con certe sue uscite irresponsabili (strano per un uomo moderato, educato, prudente). Dall’aperitivo con Zingaretti, al “Milano non si ferma” (anche se poi chiese scusa ai milanesi ed anche se non è stato l’unico a fare certi appelli irresponsabili), fino “basta con lo smart working”, “terremo aperte tutte le scuole” (a giugno dichiarava che nel governo c’erano alcuni “ministri incompetenti, salvo poi appoggiarli al fine di avere il consenso dei genitori e dei 5 Stelle) ed altre azioni (o non azioni) che hanno creato malumore nei milanesi molti suoi elettori (o ormai ex elettori). In merito alla scuola vi sono genitori che hanno contratto il covid dai figli asintomatici, pertanto non mi risulta che siano contenti (ad oggi 50.000 contagiati nelle scuole in Milano città), vi sono poi i problemi dei trasporti (non imputabili però solo al sindaco ma anche alla Regione e al governo nazionale), vi è la malasanità lombarda (competenza della Regione), vi sono le piste ciclabili che se hanno fatto contenti alcuni cittadini hanno scontentato altri. Pare che Sala abbia firmato congiuntamente ad Attilio Fontana documenti che sosteneva che “non vi sono le condizioni per chiudere tutto”… Sala inoltre sta perdendo pezzi della sua maggioranza (o meglio di persone che lo avevano sostenuto e che ne hanno preso le distanze) e di alcune liste minori che però o non l’avevano sostenuto nel 2016 oppure lo avevano fatto turandosi il naso, o, ancora, avevano fatto un endorsment per lui considerandolo “meno peggio” rispetto a Stefano Parisi. Insomma Sala, che prima del covid sarebbe stato il vincitore incontrastato ora rischia di offuscare il suo astro. Bisogna però tenere conto di alcuni fattori. Innanzitutto a parer mio è prematuro parlare di elezioni, la città è ancora capitale del covid, gli ospedali sono al collasso (colpa della Regione ma anche di chi non interviene con Prefetto e polizia municipale per fermare prima le movide ed oggi assembramenti nei parchi cittadini ecc.). Non è il momento di pensare alle elezioni prima bisognerà vincere la battaglia contro il covid, sarebbe utile, come sostiene lo stesso Sala, rimandare le elezioni, previste per aprile maggio 2021, al post covid. Il centro destra è senza un candidato, se dovesse candidare Giulio Gallera vincerebbe comunque Beppe Sala (sempre ammesso che il sindaco in carica, che non ha ancora sciolto la riserva, intenda ricandidarsi). Il centro destra non riesce ad esprimere un proprio candidato, la città che non ha mai amato gli estremismi di destra o di sinistra non accetterebbe mai un candidato leghista o di Fratelli d’Italia, rappresentanti a Milano da Riccardo De Corato, in politca dal 1970 senza realizzare alcunchè… Dopo il nome di Gallera, presto bruciatosi, rumors giornalistici facevano i nomi di Silvio Berlusconi e Gabriele Albertini. Silvio Berlusconi, conoscendo il personaggio, ha smentito l’ipotesi di una sua candidatura, la voce probabilmente era stata messa in giro dallo stesso Berlusconi… E comunque contro Berlusconi Sala avrebbe perso: Milano, nel bene o nel male, è città anticomunista, antifascista, socialista, riformista, berlusconiana. Lo stesso Sala non ha nulla a che vedere con la storia del Pci/Pds/Ds/Pd… Sfumata anche la candidatura di Gabriele Albertini, il quale ha dichiarato che avrebbe problemi con sua moglie e con Matteo Salvini, “incapace di governare”. Albertini, scherzando, ha dichiarato che si candiderebbe presidente degli Stati Uniti, ma dovrebbe ottenere la cittadinanza americana, farsi conoscere negli Usa ed aspettare quattro anni, comunque per molti milanesi (ex elettori di Albertini e di Sala), Albertini sarebbe molto meglio di Trump, di Biden e anche di Sala… Girano altri nomi: Ferruccio Resta (Rettore del Politecnico), Franco Baresi (grande calciatore ma che se fosse lui il candidato non solo Sala parrebbe un gigante, ma anche Virginia Raggi sarebbe Angela Merkel…), Paolo Veronesi (figlio del compianto Umberto e fratello di Alberto, già candidato nel 2016 con Beppe Sala….), nelle prossime ore sarà lanciato un nuovo possibile candidato per il centro destra…

Intanto vi è un debole segnale positivo per la Lombardia: l’indice di contagiosità Rt si sta riducendo anche a Milano, ma questo è un effetto della didattica a distanza decisa prima da Attilio Fontana e poi dal governo nazionale… (non certo di Sala…).

Comunque bisognerà aspettare di verificare se questi dati positivi resteranno, se il covid finirà, se Sala deciderà di ricandidarsi e se il centro destra sceglierà finalmente un candidato che sfiderà Sala (o altro candidato del centro sinistra). Infine vi sono altri competitors “minori” che faranno una corsa solitaria (al momento perchè poi potrebbero ritirarsi e sostenere il centro-sinistra o il centro-destra): Stefano Buffagni (5 Stelle), Roberto Bernardelli (Grande Nord), Morgan (Rinascimento Vittorio Sgarbi), Massimo Emanuelli (Sosteniamo Milano). Chiaro che questi candidati minori non vinceranno, ma al ballottaggio potranno essere decisivi. Da giornalista e da milanese prevedo un ballottaggio centro destra – centro sinistra decisivi appunto i candidati minori e dopo avere pianto tanto per il covid, se passerà il covid non oso pensare cosa succederà al ballottaggio, credo che ci sarà da ridere, in ogni senso…. Ricordo a Sala che nel 2016 vinse su Stefano Parisi per solo 3000 voti. Auguro al sindaco buon lavoro e per stemperare la tensione attuale gli dico: Beppe stai sereno… Forza Beppe Sosteniamo Milano.

L’angolo della scuola, la prima, ed unica, trasmissione radiofonica interamente dedicata al mondo della scuola. Siamo in onda dal 1990 ed hanno parlato di scuola tantissime persone. Nel 1993 intervenne un allora sconosciuto Matteo Salvini…. nel 2014 un ragazzo aspirante cantautore (Giovanni Caccamo) che poi vinse il Festival di Sanremo, Simone Sollazzo (poi eletto con i 5 Stelle), sono passati per L’angolo della scuola, per parlare di scuola, Paolo Pillitteri, Gabriele Albertini e Beppe Sala, poi eletti sindaci di Milano.

Sabato 14 novembre siamo in onda alle 22 su Radio Hemingway per ascoltarci cliccate

http://www.radiohemingway.net

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