Milano la diaspora dei 5 stelle, il partito più poltronaro della storia di Milano. Cambiare opinione è molto difficile, cambiare partito è molto più facile (Vasco Rossi)

Il bravissimo Andrea Senesi sul Corriere della Sera analizza la diaspora dei 5 Stelle milanesi. Sanesi inizia il suo articolo: “c’era una volta un Movimento, inizia così il suo articolo il bravissimo Andrea Sanesi. Il Movimento 5 Stelle non ha mai attecchito a Milano, un anno prima dell’avvento a Parma del primo sindaco pentastellato l’eccellente Federico Pizzarotti a Milano i pentatellati riuscivano a malapena ad ottenere il quorum eleggendo Mattia Calise, un ragazzino di 19 anni che passerà alla storia del consiglio comunale per essere salito su albero come una scimmia, questa l’unica sua azione degna di nota in cinque anni di legislatura. Di Calise si sono perse le tracce, per sapere che fine abbia fatto (dicono che finalmente si sia laureato, a differenza di altri pentastellati non laureati e che abbia iniziato a lavorare) si dovrà andare a Chi l’ha visto? Il bresciano Vito Crimi, primo candidato Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia è assurto a vertici nazionali (“un cretino ma fedele, sentenziò anni fa chi lo conobbe, ed ebbe ragione Crimi è fedele, è rimasto nel Movimento), Silvana Carcano, seconda candidata del Movimento 5 Stelle per la Regione Lombardia ha ottenuto una poltrona nel cda di Amat da Sala, si presuppone voti e faccia votare Sala o comunque in qualche modo lo sostenga.

Allorquando i pentastellati ottenevano la maggioranza assoluta in Italia a Milano andavano oltre un misero 9%, il peggior risultato delle grandi città italiane. Oggi, con il Movimento dato al 16% a livello nazionale, si presume eleggano un solo consigliere comunale, ma potrebbero rischiare il raggiungimento del quorum (si sono sputtanati, molti di loro hanno cambiato partito e sono candidati ovunque (tranne che con i socialisti e liberali di Giorgio Goggi e, forse, lo sapremo da Mauro Festa candidato sindaco, nel partito dei gay…, infine Milano non ha mai amato i 5 Stelle, mi auguro però, sono un democratico, che un consigliere lo abbiano per fare sentire la loro voce sperando che vi sia una persona più brillante e oppositore reale di chiunque vinca o forse sono ancora al “vinciamo noi” ahah), finora nessuno si è mai veramente opposto a Giuliano Pisapia e a Beppe Sala.

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Nel 2016 dopo le elezioni primarie con poca trasparenza che videro il ritiro di Patrizia Bedori, vincitrice e le dimissioni improvvise del secondo arrivato, candidato sindaco fu Gianluca Corrado, eletto consigliere come candidato sindaco perdente. Vennero eletti Corrado (una brutta copia di Parisi e di Sala, parole degli stessi Parisi e Sala), Patrizia Bedori (una brava donna, attaccata da Dario Fo, un tempo amico del padre di Patrizia, Bedori avrebbe preso più voti, sempre secondo Sala e Parisi) e Simone Sollazzo (simpaticissimo, uno dei pochi con uno spessore culturale più alto dei talebani), fu proprio Sollazzo ad accettare l’ironia “se i 5 Stelle candidano Sollazzo non vinceranno manco per il c…zzo” che gli portò fortuna: i 5 Stelle mica vinsero, ma Sollazzo fu eletto, seppur con soli 319 voti. Oggi nessun consigliere uscente si ripresenta con il Movimento, vi è stata una diaspora, il 90% dei candidati in Comune e in Municipio ha cambiato partito… Soffermandoci sui tre ex consiglieri soltanto Gianluca Corrado è rimasto coerente ed ancora nel Movimento 5 Stelle anche se ha dichiarato che non intende ricandidarsi. Patrizia Bedori è invece tornata alle sue origini è sarà capolista di Milano in Comune con candidato sindaco Gabriele Mariani, scelta comunque ideologica e non poltronara. Simone Sollazzo, il primo ad abbandonare il Movimento nell’aprile 2020, ancora una volta si è reso protagonista di alcune azioni che richiamano alla commedia all’italiana cinematografica. Dopo avere annunciato una propria lista civica, Milano Concreta, fatta con quattro amici al bar, che di concreto aveva ben poco, secondo alcuni attivisti pentastellati e tutte le forze politiche che lo stesso Sollazzo ha incontrato. Sollazzo infatti dapprima si è rivolto alle associazioni per trovare accordi, ma è stato bloccato dai sei o sette talebani che lo seguivano (alcuni dei quali nemmeno residenti a Milano…), poi ha incontrato alcuni esponenti della Lega, quindi Ignazio La Russa e Riccardo De Corato, i socialisti, i liberali, e, infine qualcuno dei Verdi Europei con i quali poi si è candidato… Il giro delle sette chiese e alcune azioni di Sollazzo hanno strappato le risate di tutti i partiti e di tutti i candidati sindaco… Sta per ripartire il tormentone “candidato Sollazzo non vincerà manco per il c…zzo”, in versione remixata per fare ballare i ragazzi (come da sua richiesta) oltre alla canzoni IL BALLO DI SIMONE (batti batti le mani e poi falle vibrar, se fai come Simone non puoi certo sbagliar) e CAMBIAMENTI di Vasco (cambiare opinione è molto difficile cambiare partito è molto facile..). Grandissimo Sollazzo che riesce a strappare il sorriso anche di chi non è di buon umore ahahh Come se non bastasse Sollazzo, che nei Verdi Europei ritrova un’altra ex pentastellata, tale Evi eurodeputata, il grandissimo e simpaticissimo sindaco Beppe Sala (anch’egli divertito dalla vicenda), il coerente Carlo Monguzzi (ambientalista storico) non è stato seguito dalla sua base (sette persone) che appoggia un altro candidato sindaco pare in toto, anche se uno si vuole candidare con Gianluigi Paragone… Tante idee, e confuse…

La diaspora però coinvolge anche i consiglieri di municipio (anch’essi eletti), deputati, eurodeputati, Sanesi non può soffermarsi su tutti (avrebbe dovuto scrivere un libro, non un articolo…), fra i grillini milanesi (eccezion fatta per Gianluca Corrado che comunque non si ricandida e qualche consigliere di municipio (quattro amici al bar, come la canzone di Gino Paoli…) tutti hanno cambiato partito. La diaspora è verso sinistra, verso destra, e verso altre liste. Si va da Cristina Russo con Fratelli d’Italia, a chi è candidato con Gianluigi Paragone (ma non sappiamo se Paragone o Roberto Bernardelli lo sappiano….) così come pensiamo che Sala non sappia chi è Sollazzo…. e anche alcuni nella Lega (ma Matteo Salvini non si occupa delle candidature di Municipio), in Forza Italia (mi astengo da commenti su Forza Italia, una mia battuta ed una barzelletta di Silvio Berlusconi hanno creato un caos originato da faide intestine fra forzisti e da litigi con i loro alleati di Fratelli d’Italia)..

A meno di due mesi dal voto il Movimento 5 Stelle non ha un candidato per Palazzo Marino, i pochi attivisti rimasti hanno indicato Elena Sironi, ma i vertici nazionali sono in silenzio, senza contare le beghe fra Grillo e Conte, pare che Grillo vorrebbe un grullo doc per favorire indirettamente Beppe Sala mentre Conte vorrebbe una manager da contrapporre al manager Sala e al medico che gira con la pistola Luca Bernardo. E’ tramontata l’idea non esclusa da Stefano Buffagni di appoggiare Sala fin dal primo turno, l’astutissimo sindaco Sala non vuole appoggi pentastellati al primo turno, questa confusione di ruoli potrebbe fargli perdere voti fra i suoi elettori, aperte le possibilità di apparentamento o appello al voto pro Sala in caso di eventuale ballottaggio (Sala potrebbe vincere al primo turno), ma anche in questo caso Sala sarebbe molto attento verificando la percentuale ottenuta dai 5 Stelle e da altri candidati sindaco ed altre liste, qualcuno ha già detto: “dove ci sono i 5 Stelle non ci siamo noi”. Si presume comunque la vittoria di Sala al primo turno per i voti che gli porterà Simone Sollazzo.

Nel 2018 in occasione della presentazione milanese del libro di Marika Cassimatis Polvere di 5 Stelle, ero con il giornalista Mauro Suttora, persona seria, fra i relatori, quando uno spettatore mi chiese cosa avrebbero fatto i 5 Stelle (stavano trattando con Maurizio Martina e Matteo Salvini) risposi scherzando: “io quelli li conosco, non hanno mai mangiato, ora si siedono alla tavola del governo, si abbufferanno e non si alzeranno più” e infine, citando il grande Giorgio Gaber, il Movimento 5 Stelle sarà come la canzone QUELLO CHE PERDE I PEZZI alla fine sarà praticamente solo con un gran testone e un testicolo per la riproduzione… ahahha

Per fortuna ci sono i grillini e gli ex grillini a farci ridere, del resto col covid e con un candidato sindaco che gira con la pistola c’è sola da piangere…

Luglio 2018

Novembre 2020 il mitico Simone Sollazzo
Marika Cassimatis e Massimo Emanuelli aprile 2018
Viola Valentino stiamo preparando la cover
Cambiamenti: “cambiare opinione non è difficile, cambiare partito è molto facile” Vasco Rossi altra cover in preparazione
Giorgio Gaber anticipatore dei tempi, con una canzone che si addice al Movimento 5 Stelle

“Batti in aria le mani e poi falle vibrar, se fai come Simone non puoi certo sbagliar” con Mille di Orietta Berti Fedez ed Achille Lauro questa vecchia canzone (1968) con testo adattato e remixata (su richiesta dello stesso Sollazzo) il tormentone dell’estate radiofonica 2021.

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