Marzio Cesarini

CESARINI
CESARINI MARZIO

Marzio Cesarini nacque a San Salvatore il 2 luglio 1940, giornalista dal 1957 collabora a LA GAZZETTA DELLO SPORT, GENTE, NOVELLA 2000, IL MESSAGGERO, IL GAZZETTINO, parallelamente svolge attività public relation man di aziende romagnole, è anche direttore del Dancing Savioli quando  Bepi Ravioli venne nominato presidente del Riccione Calcio, squadra di cui Cesarini seguiva le vicende come cronista. L’incontro di Cesarini con il mondo delle radio e delle tv private risale al 1974 quando con Enzo Procopio (che era l’amministratore unico), Andrea Copponi, Paolo Biziocchi,  Giancarlo Mantellato, Savioni, Marconi, il titolare del ristorante Il Pescatore ed altri, fonda Radio Sabbia, E’ lui ad organizzare, nel 1975, il primo radio-giornale di Radio Sabbia. Nel 1978 è a capo di Tele Gabbiano che negli anni ’80 trasmette il processo Muccioli. Oltre a dirigere l’emittente Cesarini curò il tg e condusse il talk-show VENGA A PRENDERE UN CAFFE’ DA NOI durante il quale, con la scusa di un caffè, faceva parlare personaggi che rappresentavano uno spaccato di vita della Romagna.  Così ricordava i suoi esordi a Tele Gabbiano: “credo che sia stata una televisione che abbia fatto epoca e scuola. Trasmettevo, in diretta, 69 dibattimenti processuali che riguardavano la vicenda Muccioli. Organizzammo spettacoli con Andrea Mingardi, Anna Mazzamauro, Alexander, Cicciolina. E come ospiti passarono personaggi del calibro di Gianni Morandi, Vasco Rossi, Cochi e Renato, Alba Parietti  Nel 1981 mettemmo in piedi un incontro di boxe con attorno dei tavoli dove si mangiava, all’americana. Dell’avvenimento ne parlarono perfino Rino Tommasi e Mario Sconcerti, due maestri del giornalismo sportivo”.
L’avventura di TeleGabbiano, nonostante la qualità dell’emittente e le cinquanta persone che vi lavoravano, con gli interventi dei più bei nomi del riminese, si conclude nel 1984, i network sottraggono inserzionisti pubblicitari alle altre emittenti e Cesarini è costretto a vendere le frequenze a TeleCentro di Bologna.
L’astro di Cesarini, dopo un periodo di inattività come “direttore-editore” riprende a brillare nel 1987 quando da vita alla società Tesa Tv, produttrice di un tg per i sanmarinesi, la Repubblica del Titano, allora ancora senza una propria tv, che fino a quel momento aveva affidato tale servizio a TeleRomagna, sceglie Cesarini quale responsabile del tg. Così lo stesso Cesarini commentava su MILLECANALI: “Il cambiamento è dovuto a varie ragioni compreso anche l’avvicendamento al vertice dello Stato di San Marino che adesso è governato da una coalizione di “compromesso storico” fra democristiani e comunisti locali.”  Lavorano al Tivu Giornale, che aveva la propria sede a due passi da San Marino, Emma Zangoli (caporedattore), Maria Chiara Turchetti (segretaria di redazione, Sergio Barducci, Sonia Tura, Carlotta Piombini (lettrice), Fabio Della Balda, Rosa Michelotti (redattori), Maurizio Faetanini (responsabile tecnico dell’alta frequenza), collaboratori esterni sono anche i giornalisti di TeleGabbiano: Roberto Gabellini, Piero Arcide e Romano Bedetti;   i corrispondenti sono: Carlo Carli da Cesena, Gino Strocchi da Ravenna, Fausto Fagnoni da Forlì.  Il Tivu Giornale va in onda ogni giorno alle 19,15 (con replica alle 23). Dall’esperienza del tg Cesarini nel 1989 da vita a Tele San Marino, emittente che proponeva, oltre al tg, trasmissioni in cui erano coinvolte gli studenti, e il suo storico programma VENGA A PRENDERE UN CAFFE’ DA NOI, l’obiettivo di Cesarini era quello di dare alla Repubblica del Titano (ancora senza una propria emittente televisiva) informazione, e Cesarini si buttò a capofitto nell’impresa dando lavoro ad una cinquantina di persone. Ma l’obiettivo fallì: “fu un colpo di mano e mi tolsero tutto con la scusa che non avevo presentato una domanda regolare per l’assegnazione della frequenza” ricordava con amarezza Cesarini… Sarò presuntuoso ma lo dico. Costruimmo la tv privata più bella d’Italia tutta fatta sull’informazione. Sono passati i più bei nomi di Rimini: Sergio Zavoli, Veniero Accreman, Luigi Benzi, Federico Fellini, Walter Giovannetti, Renato Zangheri. Oltre ad essere ospiti alcuni di loro conducevano anche le trasmissioni. L’esperienza dura fino al 1995, quando, a causa di un errore di forma, e il Ministero non gli assegnò la concessione: “fu un colpo di mano e mi tolsero tutto con la scusa che non avevo presentato una domanda regolare per l’assegnazione della frequenza” – ricordava con amarezza – mi ritrovai dall’oggi al domani in mezzo alla strada. Penso di averci rimesso circa 10 miliardi. Restai a piangere tre anni sulle mie disgrazie”.
Per campare Cesarini dapprima propone alcuni dei programmi della ex TeleGabbiano sulla concorrente Vga, poi inizia a vendere pubblicità per altre televisioni, nel 1998 l’incontro con Tiziano Tampellini di Videoregione che gli dice che è l’unico “animale televisivo della zona”, Tampellini gli da soldi, mezzi e frequenze e così Cesarini può ripartire con Gabbiano Tv che possiamo considerare la continuazione di Tele Gabbiano.    Nel 1997 Cesarini ripartì con la sua vecchia emittente denominata Gabbiano Tv, accontentandosi di un più piccolo ma attento bacino di utenza, ma un vizio di forma nella domanda di concessione portò all’oscuramento dell’emittente. Dopo una parentesi su Vga il silenzio finchè, nel 1998, il logo del gabbiano ricomparve su Canale 11 di Tiziano Tampellini.  Parte Gabbiano Tv che ha subito successo per la continuità con la vecchia Tele Gabbiano, ma poco dopo Cesarini viene colpito da un ictus, nonostante ciò l’indomito Cesarini dopo alcuni mesi si ripresenta al lavoro sorreggendosi su un bastone che esibiva come un trofeo. Cesarini riprese a fare informazione come aveva sempre fatto: linguaggio diretto, con semplicità ed una certa elegante strafottenza, tutte cose che bucano lo schermo. “Col microfono in mano mi trasformo, non so cosa mi prende, ma mi viene naturale”. Marzio Cesarini fu anche Presidente del Sant’Arcangelo e del Cattolica Calcio, e consigliere comunale a Riccione in una lista civica da lui creata., sul suo nome 1500 voti di preferenza.  Nel gennaio 2003 Cesarini prende accordi con La8 di Romi Osti, di fatto è la fine di Gabbiano Tv, eccezion fatta per il tg locale.  Cesarini con serenità organizza una conferenza stampa e dichiara: “Era da un anno che io ed Osti ci parlavamo, dal 1975 ho dovuto sempre fare da solo e adesso finalmente, grazie ad Osti, le cose cambieranno. In Romagna non ci sono editori con cui fare televisione, o non sono nati, a parte Tiziano Tampellini”.  E, al CORRIERE DI RIMINI, aggiungeva: “certo non sono più editore televisivo, mi sono fatto ingaggiare, anche se, probabilmente, acquisirò una piccola quota della proprietà di questa nuova tv. Il marchio del Gabbiano sparirà dagli schermi de La8, forse, per i miei trascorsi, sono uno sconfitto. Però nella vita alle sconfitte si può rimediare, essere arrivato qua è una vittoria. L’editore mi ha scelto come responsabile delle reti e coordinatore di quaranta persone”.  Cesarini assunse l’incarico di direttore generale de La8 e La9
Marzio Cesarini morì improvvisamente il 28 luglio 2003 a causa di un malore, lo trovarono abbandonato con il capo abbandonato sul volante, aveva appena parcheggiato poiché si stava recando a un appuntamento di lavoro. Morì  fra i turisti che passeggiavano fra una sala giochi e un paio di hotel che si affacciano sul viale Regina Margherita.  L’edizione delle 19,30 del tg andò in onda in un’edizione speciale a lui dedicata. Marzio Cesarini venne ricordato dal sindaco di Riccione, dal vice-sindaco di Rimini, dal direttore della Cna e della Confcommercio e da Don Oreste Benzi.   Così Romi Osti lo ricordò: “Marzio Cesarini era uno dei pochi galantuomini che ho conosciuto. Un finto burbero, una persona insostituibile per le reti Ostitel.”  Protagonista indiscusso della vita riccionese, Cesarini lavorava sempre, faceva sempre quello che aveva voluto fare e non sentiva stanchezza. Nonostante il suo incedere claudicante a causa del brutto incidente che sembrava averlo messo fuori pista per sempre e dal quale era riuscito a riprendersi miracolosamente grazie alla sua vitalità e voglia di esserci,  Marzio Cesarini era un giornalista stimato dai molti telespettatori che per anni lo avevano seguito come giornalista e come editore, e dai tanti colleghi che con lui avevano lavorato.   Imprenditore senza paura, con la sua penna, la sua voce, la simpatia, attraversò la Romagna, fissò tante tappe fondamentali nella sua carriera, importanti per la storia dell’emittenza radiotelevisiva privata romagnola.   Molti a Riccione, a Rimini e sulla costa romagnola lo ricordano ancora: vestiva sempre elegante, ha conosciuto il successo e la polvere, è stato indubbiamente un grande personaggio televisivo, la sua grande passione, più che l’intrattenimento, era l’informazione.  Chi l’ha conosciuto mi ha raccontato che Cesarini sapeva comprendere gli animi degli altri, era simpatico, schietto e affabulatore.  Così lo ha ricordato Romano Bedetti: “Marzio Cesarini è stato indubbiamente il più grande imprenditore televisivo della Romagna, sapeva valorizzare le persone, se avevi un’idea trovava sempre il tempo per ascoltarti e ti dava l’opportunità di concretizzarla. Ha avuto molte soddisfazioni e molte amarezze, ricordo che dopo l’ictus quando si presentò nuovamente al lavoro con il bastone, quel bastone lo rendeva ancora più personaggi. Fino all’ultimo era preoccupato per il futuro dei suoi figli Francesco e Veronica. Anche quando se ne è andato lo ha fatto in punta di piedi, senza disturbare.  Ha avvertito il malore ed è riuscito a parcheggiare per non sbandare contro qualcuno, è spirato a parcheggio ultimato.”

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