Quattordicesima per i docenti, le forze dell’ordine e per gli infermieri. Matteo Renzi a rieccolo… Vincenzo De Luca candidato per il campo largo

Indro Montanelli quando Amintore Fanfani (due toscanacci) usciva di scena per poi riapparire scriveva: “a rieccolo”. Io non sono Montanelli e Matteo Renzi non è Fanfani, ma scrivo su e per Renzi: “a rieccolo”. Domani, martedì 29 settembre (data di battistiana memoria, compleanno di Silvio Berlusconi, e di Pierluigi Bersani) Matteo Renzi esce con il suo nuovo libro QUANDO C’ERA LEI. L’ITALIA DOPO GIORGIA MELONI. Lo presenta a Milano, e il senatore di Rignano ha già iniziato il giro delle radio e delle televisioni, partito da Lilli Gruber, andrà su tutti i programmi Rai e Mediaset, poi farà il giro delle radio, dai network, passando per Radio Leopolda, per finire sulle radio e le tv locali (ne sono onorato, onorato non Onorato…). Compatibilmente con altri impegni professionali e ragioni di salute sarò presente domani a Milano, farò qualche domanda a Renzi e con le mie domande e le sue risposte (ultimamente è peperino…) ci sarà da ridere, in ogni senso…

Venerdì si svolgerà la Leopolda, fra i presenti ci sarà anche Vincenzo De Luca che sia lui un possibile candidato premier per il campo largo (o campo santo) come lo chiama lui..

Vincenzo De Luca, one man one show, a parer mio è veramente l’unico candidato credibile del campo largo, prenderebbe voti anche da destra, in primis per la questione sicurezza. Mentre pidioti continuano con il buonismo, anche a scuola, De Luca sostiene la linea del rigore. Inoltre, come mi disse nel corso di un’intervista, ma lo ha detto anche in altri contesti: “il Pd è un partito di pippe”, “nel Pd con più perdi con più fai carriera”… De Luca dice cosa serie facendo ridere.

Però chiarisco per l’ennesimo volta: qualcuno sostiene che io sia il leader della corrente lombarda del Pd facente capo a De Luca, io non sono del Pd (lo possono dire tutti i militanti del Pd) e non mi risulta esista una corrente De Luca in Lombardia.

Matteo Salvini e Matteo Renzi partono da Mediaset (Salvini con Davide Mengacci, Renzi con Mike Bongiorno), poi Salvini fa i primi passaggi da me in radio (Radio Ambrosiana e Radio Milano Palmanova) quindi in tv (lo segnalo a Roberto Marelli, Storie di Lombardia su Telenova). Renzi viene scoperto dal collega ed amico Francesco Specchia che lo segnala prima a Vittorio Feltri e poi a me. Io da storico e critico delle tv locali mi informo, era da poco Presidente della Provincia di Firenze, Renzi già allora si muoveva benissimo sui media, soprattutto su due emittenti storiche fiorentine: Tele 37 e Rete 37 che io ribattezzai Tele Renzi…

Renzi non sottovaluta la radio, lo streaming (Beppe esci da questo blog disse a Grillo) Radio Leopolda e tutte le altre “radio Pannocchia”.

Preciso che Radio Leopolda è la radio di Italia Viva, Radio Blu Italia è l’emittente della comunità italiana in Australia, qualcuno con ironia (ma io e gli amici di Radio Free Live stiamo allo scherzo) viene denominata Radio De Luca o Radio Emanuelli ahahha

“Seduto in quel caffè, io non pensavo a te. Giornale radio oggi 29 settembre /

Guardavo il mondo che girava intorno a me / Poi d’improvviso lei sorrise /

E ancora prima di capire / Mi trovai sottobraccio a lei /

Stretto come se non ci fosse che lei”

Non si capisce se questa lei, per il senatore Renzi, è Giorgia Meloni, Elly Schlein o Silvia Salis.

Il 29 settembre uscirà Quando c’era lei nuovo libro di Matteo Renzi edito da Solferino. “Quando c’era lui” è un celebre modo di dire italiano usato per rimpiangere in modo nostalgico o ironico il periodo della dittatura fascista e di Benito Mussolini. Quando c’era lui… caro lei! è invece un film comico diretto Giancarlo Santi, attore protagonista Paolo Villaggio. Attori erano Nino Meloni e Zoe Incrocci, i nonni di Giorgia Meloni che secondo Matteo Renzi è un’attrice, la telefonata della figlia era concordata, una sceneggiata. Giorgia Meloni, sempre secondo Renzi, è una influencer. Prendendo spunto dalla fortunata campagna mediatica di questi mesi, Renzi racconta con numeri e fatti il fallimento di Giorgia Meloni oltre la propaganda. Il governo Fanfani non durò molto ma fece riforme importanti come la scuola media unificata e obbligatoria, la nazionalizzazione dell’energia elettrica, l’inaugurazione dell’autostrada del Sole. Il governo Meloni, che la stessa Meloni vanta come il più longevo della storia repubblicana non ha fatto nessuna riforma.

Forse il governo Meloni è anche il più longevo della storia d’Italia ha battuto anche i governi di Giovanni Giolitti, ops lapsus freudiano, non ha battuto il governo Mussolini… Renzi nel libro dedica però ampio spazio anche alle proposte per il futuro dell’Italia. “Non solo critiche, dunque, ma idee e spunti per restituire speranza e fiducia al Paese.”. Fra una battuta e l’altra, le critiche a Meloni, ci sono anche le proposte di Renzi. Meloni dà la colpa dei mancati risultati a Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi (cioè lui stesso), Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, Mario Draghi, Zoff, Gentile e Cabrini…

Vi aspetto domani con Matteo Renzi: a rieccoci….

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