“Il sindaco Beppe Sala: “E’ giusto che Milano faccia i conti con Bettino Craxi e con il partito socialista.” Sosteniamo Milano con i socialisti. Milano e i socialisti. Chi sarà il futuro sindaco di Milano dovrà passare per una lista e un candidato socialista e porre fine alla “questione Craxi”

hammametIl film di Gianni Amelio Hammamet, la storia di Milano, che dal 1945 alCLAUDIO MARTELLI L'ANTIPATICO 1992 fu amministrata dai socialisti, Milano pragmatica e riformista, le dichiarazioni degli ex sindaci Paolo Pillitteri e Gabriele Albertini, degli ex candidati sindaco Stefano Parisi e Massimo Emanuelli, hanno rilanciato negli scorsi giorni a Milano la “questione socialista. Dibattito continuato alla libreria Feltrinelli in occasione della presentazione del libro di Claudio Martelli, piena la sala alla presentazione del libro di Claudio Martelli L’antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione (La Nave di Teseo). I cento posti a sedere sono tutti occupati, tantissima gente in piedi, piena la sala e presente anche Sala ironizza, o dice seriamente, un socialista. A dare il via al dibattito è la regista Andrèe Ruth Shammah prende in mano il microfono: tognoli“mi preoccupo per chi è in piedi ed era inevitabile, siamo a Milano e si parla di Craxi”.
A Milano, città rimasta profondamente socialista, vincerà chi avrà paolo pillitteriil sostegno di una lista socialista. Fra i presenti il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli, Massimo Fini, l’architetto Filippo Panseca, tanti vecchi socialisti con i capelli grigi, vecchi elettori, figli e nipoti di socialisti, persino i giovani e giovanissimi socialisti degli anni ’80 oggi ultracinquantenni, qualcuno di loro sarà il capolista o il candidato sindaco di un’ipotetica lista socialista che fa paura e gola agli attuali aspiranti sindaco e consiglieri comunali. Claudio Martelli (anch’egli agli esordi consigliere del Comune di Milano dal 1975 al 1980) parla dagli anni della massimo fini fotoformazione di Craxi e della sua Milano, la città che ha amato visceralmente, dove nacque il centro-sinistra negli anni ’60. Martelli parla anche dell’attualità dell’ex Presidente del Consiglio: “basterebbe pensare alla vicenda libica, con Craxi non sarebbe mai successo che perdessimo totalmente il controllo su un Paese confinante da cui dipendiamo da molte ragioni”, della necessità di un ripensamento, per ciò che ha fatto per il suo Paese. Non parla di Antonio Di Pietro: “non lo trovo educativo”, Applausi scroscianti in sala. infatti coloro che hanno votato Di Pietro, poi Prodi, quindi Sel, dopo i 5 Stelle, ed oggi voterebbero Giorgia Meloni… hanno poche idee e confuse, mantecatti, senza alcun rudimento culturale civico né tantomeno di storia della città) non sono nemmeno residenti a Milano, sempre pronti a cambiare il voto quando vedono che i loro profeti (che non conoscono personalmente) li hanno presi in giro, pronti ad affidarsi al nuovo demagogo di turno, più coerenti i grillini di pietristi, o gli estremisti di destra ex Msi ora con Salvini…

Inevitabilmente si ritorna sempre, a vent’anni dalla morte, ad Hammamet, dice ancora Martelli: “io sono rimasto qua, non me ne sono andato, ma non mi sento di condannare la sua scelta, anzi la capisco. Craxi non era un latitante, latitante è che si nasconde. Era un rifugiato politico.” Su questo giudizio il sindaco di Milano Beppe Sala è più cauto: “su questo punto sarei più prudente, rimane il fatto che al momento della sua fine qualcosa per salvarlo si sarebbe potuto fare.” Sala parla di “sinistra che non trova neppure quattro o cinque punti su cui trovarsi d’accordo” e di socialismo: “io credo di sentirmi un socialista liberale, ma mi sento anche uno attento a quello che succede nel mondo, dove si sta riflettendo sul socialismo attuale. Milano deve essere protagonista.” a quel punto in sala qualche risata da parte di persone che ricordano che nel 2016 furono proprio una lista composta da cinque socialisti e la lista liberale a far vincere Sala (o a far perdere Stefano Parisi)… Ancora Beppe Sala: “la figura di Craxi può essere criticata da tanti punti di vista ma ha rappresentato elementi innovativi: la sua capacità di guardare a tanti mondi, di guardare allo sviluppo, la dimensione internazionale”.   Sarà forse per la sala gremita, per il successo del film di Amelio, per avere i voti dei socialisti che Beppe Sala dichiari: “E’ giusto che Milano faccia i conti con Bettino Craxi e con il partito socialista. Sono pronto ad aprire un dibattito serio addirittura in consiglio comunale dove Craxi è stato seduto per tanti anni. Sono disposto a promuovere un serio dibattito in consiglio comunale. Non voglio eludere la questione della via da intitolargli, potrebbe venire anche dopo nonostante la ritenga una semplificazione. Milano deve fare i conti con il socialismo e, si, anche con periodo storico che merita una riflessione. Craxi è criticabile ma fu un innovatore” il sindaco ribadisce la necessità di approfondire la figura dell’ex leader socialista. Domenica saranno passati vent’anni dalla morte di Craxi, a Milano 2021 manca ancora molto tempo, ma considerando che la campagna elettorale dura sei o sette mesi, e che Milano gioca sempre in anticipo, la questione socialista è già stata agitata, come ha spiegato l’ex sindaco socialista Paolo Pilltteri “Milano nella sua storia, anche in seconda Repubblica ha sempre fatto i conti con i socialisti e la loro eredità, determinanti nel far vincere, o perdere, uno schieramento politico o l’altro. Pillitteri si è anche espresso su una lista che ricordi nel nome e nelle figure dei suoi candidati, il partito socialista. Mentre Sala timidamente pone attenzione pubblicamente al caso socialista, la destra a trazione salviniana pubblicamente ignora la questione, soltanto in segreto un autorevole esponente della Lega ha contattato colui che rumors indicano come possibile capolista o candidato sindaco di questa ipotetica lista socialista. I sinistri danno i socialisti con loro (dimentichi del giustizialismo..), i destri non li vogliono (sono rimasti ai cappi) pronostici non ne faccio, anche se conosco benissimo Milano e i socialisti, apparentemente mi sembrano destinati ad una corsa solitaria o ad appoggiare Sala, ma, conoscendoli, tutto è ancora possibile, non si sa mai con i socialisti…

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