A Milano presentazione del libro di Cesare Borrometi BLOG 67 con Massimo Emanuelli ed alcuni cantanti che hanno fatto la storia della musica leggera italiana

Tra occupazioni costanti delle Università italiane, manifestazioni pacifiste contro il conflitto in Indocina, l’inizio (non ancora in Italia) di una grande crisi economica, la nascita di una coscienza ecologica di massa e altro ancora, si può affermare che gli anni ’70 siano in realtà incominciati già nel 1967.
Nel libro di Cesare Borrometi, attraverso la formula delle “pillole” quotidiane, anche per favorire una lettura snella e agile, ogni giorno di quell’anno-chiave viene presentato con i suoi fatti più o meno importanti, riassunti molto brevemente ma in modo ugualmente esauriente. Non mancano, ovviamente, i grandi temi storico-politici, ma costanti sono i richiami alla cronaca, al costume, a cultura, sport , spettacolo… . In poche parole, un “vademecum” sul 1967 che mira ad adeguarsi alla mentalità di mezzo secolo dopo, cercando di risultare il più vario possibile.

Lunedì 3 febbraio 2020 alle ore 18,30 presso l’Istituto Internazionale Giuseppe Saragat di Milano corso di Porta Vigentina 19 sarà presentato il libro di Cesare Borrometi BLOG 67

Interverranno: Cristiano MinellonoMaurizio Seymandi, Pino Callà, Gerardo Carmine Gargiulo, Daiano ,Paolo Pillitteri.

Saluto inziale: Stefano Pillitteri (Presidente Istituto Internazionale Giuseppe Saragat).

 

Modera: Massimo Emanuelli (insegnante e giornalista)

Sarà presente l’autore

Sosteniamo Milano

Al termine dell’incontro l’autore firmerà copie del libro e sarà offerto un rinfresco. 

Lunedì 3 febbraio ore 18,30 presso circolo culturale Saragat, Corso di Porta Vigentina 19 Milano (MM Crocetta).  Ingresso libero.

 

Tutti parlano in modo ormai proverbiale del Sessantotto ,ma non sono troppi a ricordare che certi fermenti, giovanili e non, erano già ben presenti l’anno prima, a cominciare dalle occupazioni costanti delle Università italiane e dalle manifestazioni pacifiste contro il conflitto in Indocina. Inoltre, anche a motivo di una serie di argomenti come la riscoperta del passato (in quel caso delle prime tre dècadi del Novecento), i problemi dell’economia (non ancora in Italia, ma all’estero, specie in Gran Bretagna, la grande crisi era incominciata), la nascita di una coscienza ecologica di massa, la consapevolezza dello scempio fatto, a lungo andare, anche al ricchissimo patrimonio artistico italiano e altro ancora, io sostengo molto modestamente che gli anni ’70 siano in realtà incominciati già nel 1967.

Attraverso la formula delle “pillole”, anche per favorire una lettura snella e agile, ogni giorno del ’67 viene presentato con i suoi fatti più o meno importanti, riassunti molto brevemente ma in modo ugualmente esauriente. Non mancano, ovviamente, i grandi temi come lo scandalo SIFAR in Italia, la guerra nel Vietnam, il colpo di Stato dei colonnelli in Grecia, la Guerra dei Sei Giorni in Medio Oriente, il banditismo sardo, il trapianto di Barnard e chi più ne ha più ne metta, ma costanti sono i richiami alla cronaca bianca, rosa (con in primo piano le due tormentate storie d’amore da rotocalco dell’anno, quella tra la contessina Agusta e il calciatore brasiliano Germano e la “liaison” tra Maria Beatrice “Titti” di Savoia e l’attore Maurizio Arena) o nera (vedi le tragiche “imprese” delle bande Cimino e soprattutto Cavallero), al costume (l’affermarsi degli hippies o “figli dei fiori” che dir si voglia), a cultura (libri, film e mostre d’arte dell’anno), sport (il titolo mondiale dei pesi medi di Nino Benvenuti, il “gran rifiuto” – sempre per restare in ambito pugilistico – di Cassius Clay di partire per il Vietnam, l’insperato scudetto della Juventus, l’ascesa, il grave infortunio, la guarigione e la definitiva esplosione di Gigi Riva), spettacolo (l’addio a Totò, la definitiva affermazione di Vanessa Redgrave, il cambiamento della linea artistica dei Beatles)… . In poche parole, un “vademecum” sul 1967 che mira ad adeguarsi alla mentalità di mezzo secolo dopo, cercando di risultare il più vario possibile. Ovviamente, pur se lo spirito di base è compilativo, il tocco personale non manca di certo.

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