Gli 80 anni dell’ex sindaco di Milano Paolo Pillitteri, dalla Milano degli anni ’80 a Milano 2021. “Abbiamo voluto l’antipolitica al potere e ora i risultati si vedono…”

Ho sentito telefonicamente Paolo Pillitteri per gli auguri, oggi compie 80 anni, Paolo è stato il sindaco della mia adolescenza, della “Milano da bere”, per me un secondo padre. Ho conosciuto personalmente tutti i sindaci di Milano da Aldo Aniasi all’attuale Beppe Sala, indubbiamente Pillitteri è quello che ho conosciuto meglio, ci frequentiamo da circa 40 anni, l’amicizia c’è sempre stata anche nei momenti difficili per lui e per entrambi. Rimpiango per tantissime cose la Milano degli anni ’80, iniziando dal semplice fatto che avevamo tanti anni in meno. Pillitteri è un grande cinefilo, giornalista, uomo di cultura, regista, amico di Walter Chiari, Federico Fellini, Ugo Tognazzi, Giorgio Streheler, Gino Bramieri e di altri grandi della storia dello spettacolo milanese ed italiano che grazie a lui, io, allora giovane studente, ho conosciuto personalmente. Paolo Pillitteri nasce giornalista, cinefilo e uomo di cultura, soltanto successivamente (e casualmente) per lui arriva la politica. Consigliere comunale a Garbagnate milanese segretario regionale del Psi, responsabile nazionale della cultura del Psi, sindaco di Milano dal 1986 al 1991. Durante il suo mandato Milano diventa città europea, il Times le dedica una copertina, sono gli anni della “Milano da bere” (stupendo slogan creato per la Ramazzotti da un amico comune, il compianto Marco Mignani), del terziario, della pubblicità, della moda, delle televisioni private, della linea 3 della metropolitana. E, ancora: Tecnocity, Montecity, il Portello, la ristrutturazione della zona Bicocca. Anni (e slogan) poi demonizzati dagli esponenti di una falsa rivoluzione che poi prenderanno il potere (destra e sinistra) distruggendo l’Italia e portandola in una crisi senza precedenti nella storia. Anche Milano si fermò per un quinquennio per poi risalire con un altro grande sindaco, Gabriele Albertini. Albertini riprese alcuni lavori progettati da Pillitteri e arrestatisi durante il mandato di Marco Formentini. Poi ancora uno stop con Letizia Moratti (l’unica cosa che realizza per proiettare ancor più Milano in una dimensione mondiale fu Expo), Pisapia (che vive di rendita su Expo) fino all’attuale sindaco Beppe Sala (paradossalmente colui che ho conosciuto meglio dopo Pillitteri). Sala ha avuto l’indubbio merito di realizzare Expo, poi si è trovato ad amministrare il capoluogo ambrosiano tradendo però le promesse elettorali, non realizzando alcunchè, bloccato dalla zavorra di una maggioranza estremista (parole dell’ex sindaco Albertini), ma limitandosi a gestire l’ordinaria amministrazione, commettendo poi, con l’avvento del covid un errore dietro l’altro e portando essere la città la capitale del covid per infetti, ricoverati in terapia intensiva e morti. Certo non si può imputare tutte le colpe all’attuale primo cittadino, ma certe sue uscite sono da irresponsabile, quando finirà la pandemia conteremo i morti in città e vedremo quanti e per quali ragioni sono imputabili a Sala che ha le sue colpe (oltre a quelli del governatore lombardo e a quelle del governo nazionale). Ma torniamo a Paolo Pillitteri, è lui che oggi compie 80 anni. Lo celebrano testate giornalistiche nazionali della carta stampata, televisioni nazionali lo festeggiano gli amici di sempre. Nella vita di Paolo ci sono quattro grandi passioni: il cinema e il giornalismo (suo primo ed attuale amore), la politica attiva (il secondo amore, una parentesi iniziata negli anni ’60 e terminata all’inizio degli anni ’90, poi Paolo è tornato al primo amore, e, a differenza di tanti camaleonti, non ha mai voluto riciclarsi, preferendo tornare a quello che aveva fatto fatto nella sua prima vita) e, infine, Milano la sua passione costante. Nonostante il difficilissimo momento, uno dei più brutti della sua storia, l’ex primo cittadino pensa al futuro. Con l’ottimismo di allora. Il Mes, il Cavaliere, due docufilm in arrivo e un libro, Tutto poteva accadere, nel quale ripercorre con originalità vicende e personaggi della storia italiana non guardati con rabbia, ma con ironia ed autoironia, doti tipiche di Paolo, una persona non incline ai rancori. Dal 1999 ad oggi Pillitteri è condirettore del quotidiano che fu del Partito Liberale Italiano L’Opinione delle Libertà, diretto dal suo amico Arturo Diaconale, scomparso qualche giorno fa: “L’Opinione era un progetto a favore di un polo moderato riformista, non è che sia andato benissimo. Di cosa scriverei oggi? Oggi del Mes, di Forza Italia, di Berlusconi… Il Popolo delle Libertà non è sempre stato europeista? E adesso il Cavaliere fa un’inversione a U sul Mes, uno dei misteri di Arcore che ci dovrebbero spiegare. Invece serve proprio quell’approccio, il riformismo e l’Europa. Questo direi al mio amico Brunetta. Vorrei che si materializzasse, con il suo modo felpato, fantasmatico, il mito del Consigliere: insomma rivorrei Gianni Letta al fianco di Berlusconi” Pillitteri segue la politica “come spettatore non disinteressato”, scrive sceneggiature per docu film e libri. “Mi celebrano tutti, mi sembra di essere morto…” mi dice al telefono. A parte coloro che hanno sempre apprezzato l’operato di Paolo come primo cittadino, la rivalutazione di Pillitteri era già iniziata negli anni dell’immobilismo leghista formentiniano e in quelli dell’era Moratti e Pisapia. Eravamo su un taxi per andare alla presentazione di un mio libro ad un certo punto gli chiesi di una via a senso unico e gli domandai se anche quando lui era sindaco era tale, il taxista inchiodò, si fermò e, rivolto a Pillitteri disse: “lei è Pillitteri?” Pensai che il taxista intendesse attaccarlo e invece disse: “Guardi quando lei era sindaco ero arrabbiato con lei, ma ora le voglio stringere la mano, i sindaci che sono arrivati dopo sono molto peggio dei lei che è stato un grande”.

In merito alla Milano degli anni ’80 Pillitteri dice: “non mi interessa guardare al passato in un momento così drammatico per la nostra città, se ti parlo della Milano da bere è perchè spero nel futuro di Milano e nella sua trasformazione. Il covid finirà ma cambieranno molte cose, tutto – dovranno avere lo stesso spirito, la stessa forza ottimista. Lo spirito milanese. Noi avevamo riempito la città di cartelli gialli con scritto ‘La Linea 3 avanza’, perché era un messaggio sulla trasformazione di una città che diventava una metropoli. Arrivò la moda, arrivò la televisione privata, la pubblicità. Una nuova economia, eravamo più liberi. Oggi la Linea 4 è quasi finita, ma non vedo in giro i cartelli con questo messaggio in positivo. Vedo la gente che si lamenta dei monopattini. Ma non è con le piste ciclabili che trasformi Milano, una città da sempre basata sui trasporti. A Beppe Sala direi questo, magari gli mando un tweet: devi dire ‘la Linea 4 avanza!’”.

Sala, invece di concentrarsi sulla riqualificazione delle periferie, sulle strade, sulla linea 4, di evitare assembramenti in città (che anzi incita), di riflettere sui suoi errori, Sala si intrufola in argomenti non di sua pertinenza (la riapertura delle scuole, che causerà la terza ondata del covid), Sala pensa solo alle elezioni (con i responsabili di sue liste che già annunciano la sua vittoria), dimostrandosi opportunista e irresponsabile.

Ricordo a Paolo che Rino Formica definì l’Assemblea Nazionale del Psi, un organo soltanto consultivo di partito che aveva fra i propri esponenti Mario Soldati, Umberto Veronesi, Federico Fellini, Umberto Eco ed altri grandi “assemblea dei nani e delle ballerine”. “I nani (politici) sono arrivati dopo di noi, negli anni ’80 non li ricordo, i nani e le ballerine di oggi li intravedo ancora, parlo di nani politici si capisce e le ballerine a seguire, diciamo delle ballerine nanerottole. Questo mi suggerisce una considerazione: i leader del passato, paragonati a quelli comparsi in seguito, alle piccolezze di oggi, risaltano per grandezza. Mi fa molto piacere quando passeggio o salgo su un taxi e mi sento dire: “ai vostri tempi…”. Allora devo concludere che non eravamo così male… Sono contento di essere arrivato a questa età non avverto particolari mancanze. Scrivo tutti i giorni. Scrivere mi aiuta a stare attento a ciò che accade e mi da una grande mano a rimanere sveglio. Prima del covid, quando andavo in tram e in metropolitana mi sentivo chiedere: “ma tu sei il Pilli?. Per noi vecchietti sono cose importanti.”

Ultima domanda: io insisto sulla Milano da bere, una grande città rispetto a quella attuale, capitale del covid.

“Sono caratterialmente incapace di nostalgie. Alle nostalgie preferisco i ricordi. Sono sempre stato così e lo sarò, diciamo fino all’anno prossimo. In quegli anni Milano dimenticò le tristezze del decennio precedente e ritrovò la sua anima. Fu una capitale e lo fu per due fenomeni concomitanti, insieme con il trionfo del design e del made in Italy: la moda, che aveva dietro la grande produzione del tessile, e la televisione privata, che comportò il lancio della pubblicità. Era la Milano dove un giorno ho visto Armani che allestiva la vetrina. Dove sono venuti il Dalai Lama, Gorbaciov e il principe Carlo d’Inghilterra. Dove ho accompagnato in Duomo Burt Lancaster che stava interpretando il Cardinale Federigo ne I promessi sposi. Anche Ursula von der Leyen è venuta qui e ha detto ‘Milàn l’è un gran Milàn’, che è la traduzione perfetta di ‘Milano da bere’, lo slogan del mio grande amico Marco Mignani, che non era solo quella frase ma un vero racconto di una città viva, felice, che cambiava. Mi ha colpito il fatto che ultimamente quello slogan, che fu usato poi come sappiamo, sia tornato a essere citato per quello che era, un messaggio positivo, allegro”

Anni ’80 la Milano da bere, 80 anni compiuti oggi da uno dei più grandi sindaci di Milano, tanti auguri caro Paolo. Sosteniamo Milano con i socialisti e con i liberali.

CHI E’ PAOLO PILLITTERI

Questa sera alle ore 22 su Radio Hemingway in onda una nuova puntata della trasmissione radiofonica L’angolo della scuola che apre una serie di interviste (su scuola e Milano) con gli ex sindaci di Milano si apre con Gabriele Albertini, seguiranno appunto Paolo Pillitteri, seguiranno Carlo Tognoli, infine, se accetteranno l’invito, Marco Formentini, Letizia Moratti, Giuliano Pisapia e Beppe Sala.

Vi aspetto sabato 5 dicembre alle ore 22 su Radio Hemingway con Gabriele Albertini

La puntata sarà replicata lunedì 7 dicembre alle 17,30 su Radio Free Live

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Il promo

Le radio che mandano in onda L’angolo della scuola


Radio Free Live lunedì alle ore 17,30 http://www.radiofreelive.com

Radio Regione 100 martedì alle 19 http://www.radioregione100.it

Radio Blu Italia mercoledì alle ore 13 http://www.radiobluitalia.net

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