Lunedì 3 febbraio a Sanremo presenteremo il libro di Paolo Lunghi

Dalle Radio Libere a facebook il libro di Paolo Lunghi giunto alla sua seconda edizione torna in libreria in una versione più ricca, con maggiori contributi e testimonianze. Un libro interessante che analizza il fenomeno delle radio libere ad oltre quarant’anni dalla nascita, raffrontandolo all’attuale sviluppo dei social network e delle webadio. Musica ma anche informazione, politica, cultura, lavoro, scuola, spettacolo, business e tutto ciò che ruota intorno al mondo della radio.
Paolo Lunghi ha una grandissima esperienza nel settore radiofonico: è stato un pioniere delle radio libere italiane (nel 1976 ha fondato Radio Empoli International, la prima radio libera della città ed una delle prime radio libere toscane, poi ha fondato Radio Play). Lunghi ha individuato centoquaranta testimonianze di persone che hanno fatto la storia della radio libera italiana: dj, speaker, ma anche giornalisti, artisti, insegnanti (si abbiamo anche un insegnante che iniziò a fare radio quando era studente ed è ancora oggi in onda), filosofi, comici, imprenditori, mass mediologici, addetti ai lavori ecc. Vi sono stati anche pirati dell’etere che si sono poi dati alla politica (dimenticandosi dei suoi passati radiofonici), per fortuna essi non sono stati citati da Lunghi. Qualcuno ha fatto la sua fortuna con le radio e le tv locali, a Milano è nata anche una lista civica fatta da esponenti della radiofonia locale, che non ha avuto però molta fortuna.
Lunghi ha raccolto le testimonianze di 160 pionieri. E’ importante sapere da dove veniamo anche per comprendere le logiche dei social. Una storia che vale veramente la pena di leggere e che fa parte della storia del nostro Paese.
Edito dalla Mavi Editore, Transistor, ha la prefazione di Tana de Zulueta (ex direttore del tg di Videomusic) , l’introduzione di Mauro Roffi (veterano di Millecanali, rivista storica del settore) e la postfazione di Paolo Pianigiani.
Fra gli intervistati: Giancarlo Magalli, Adriano Fabris, Lorella Cuccarini, Barbara Serra, Alexander Stille, Anna La Rosa, Nando Pagnoncelli, Mario Luzzatto Fegiz, Fabrizio Casinelli, Alex Peroni, Mariacristina Ferrarazzo, Massimo Giletti, Enrica Bonaccorti, Luca Dondoni, Klaus Davi, Franco Ligas, Carlo Massarini, Rino Borra, Red Ronnie, Gilberto Gattei ,Carlo Conti, Marco Baldini, Claudio Sottili, Corrado Trisoglio, Federico L’Olandese Voltante , Cristiano Militello, Marilena Bolognesi, Luca Lazzari, Paolo Cavallone, Franco Lazzari, Patrizia Santini, Betty Senatore, Marco Liorni, Lucia Schillaci, Rossella Forti ,Teo Bellia, Stefania Lillo, Paolo Dini ,Jocelyn Hattab, Awana Gana, Pippo Pelo, Fausto Terenzi, Maurizio Melita Fabrizio Gaias, Sergio Sironi, Sandro Oggionni, Andrea Buscemi, Tullio Solenghi,Andrea Agresti, Margherita Fumero, Marco Ferradini, Marco Masini, Francesco Baccini, Don Backy, Laura Luca, Carmelo la Bionda, Tiziana Rivale, Ryan Parys, Ronnie Jones, Nicole Riso, Symo Barbui, Belen Thomas, Andrea Maestrelli, Leee John. Paolo Rossi, Vincenzo Russolillo, Massimo Emanuelli, Sergio Staino, Massimo Lualdi, Ilona Staller, Nicola Franceschini, Grant Benson, Antonio Mancini, Guido Genovesi.
Nel libro vi sono però imprecisioni: la mancanza di alcune persone che hanno contribuito anch’esse a fare la storia della radiofonia privata italiana (ma il buon Lunghi ha fatto un libro, non un’enciclopedia), l’assenza del più grande dj italiano (ma forse si è negato) e la presenza di una persona che non ha nulla a che fare con la storia della radio (Lunghi è stato evidentemente ingannato da costui, un ex politico ultralocale che dopo avere vissuto alle spalle dei contribuenti senza combinare alcunchè, si improvvisa dj, senza esserlo, facendo selfie al Festival di Sanremo e al Festival di Cannes usando il nome e il logo di un’emittente di un editore con un passato da pregiudicato, senza avere nulla a che fare con la storia della radio). A parte questa intrusione stonata il libro è meritorio e colma un’altra lacuna nella poco studiata stora della radiofonia privata italiana. Transistor può anche vantare i contribuiti di Antonio Di Bella e Salvatore Riso e molte fotografie. Il volume è dedicato all’artista e amico Nike Giustini e Maurizio Melita con il ricordo di Guido Genovesi

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